Economia

Aumenti Iva, perché governo e Parlamento sono in allarme

Il problema del possibile incremento delle aliquote, prima che dal nuovo esecutivo, potrebbe essere affrontato dalle commissioni speciali

AL VIA LA XVIII LEGISLATURA

Giuseppe Cordasco

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Senza dubbio il dossier riguardante i possibili aumenti delle attuali aliquote Iva potrebbe essere uno dei più scottanti con cui dovrà confrontarsi il nuovo governo quando sarà formato.

In attesa che ciò avvenga però, considerando che  il quadro politico emerso dalle elezioni farebbe prevedere tempi piuttosto lunghi, a occuparsene potrebbe essere in prima battuta direttamente il Parlamento. In che modo?

Attraverso l’istituto delle cosiddette commissioni speciali, una pratica utilizza già in passate legislature. Ma vediamo di ricordare quali sono gli aumenti dell’Iva previsti per il momento e perché i tempi potrebbero richiedere, come accennato, un intervento tempestivo del Parlamento in assenza di un governo in carica.

Allarme aliquote Iva

Secondo le indiscrezioni circolate finora, nel Def, il Documento di economia e finanza che arriverà in Parlamento, si fa esplicito riferimento al fatto che, secondo quelle che sono le attuali norme, l'aliquota Iva ridotta del 10% salirà dal 2019 in poi (all'11,5% e al 13% dal 2020) mentre quella ordinaria del 22% passerà al 24,2% dal 2019 al 24,9% dal 2020 e addirittura al 25% dal 2021.

E al momento non c’è possibilità che alcun organo politico possa apportare modifiche. Come noto infatti, l'attuale esecutivo rimane in carica solo per sbrigare gli affari correnti, lasciando il compito di apportare eventuali correzioni al prossimo governo. È in questa fase allora che potrebbe entrare in gioco il Parlamento che in effetti risulta già regolarmente funzionante. Vediamo come.

Commissioni speciali

Anche se la Commissione europea ha lasciato margini abbastanza flessibili, per fine aprile è previsto che il Def arrivi a Bruxelles nella sua forma definitiva, comprese le eventuali modifiche che dovranno essere apportate, ad esempio proprio al capitolo riguardante le aliquote Iva.

Considerando, come già accennato, che per quella data potrebbe non esserci ancora un governo operativo, la soluzione è quella delle commissioni speciali. Si tratta di commissioni parlamentari costituite ad hoc, nel caso specifico per approvare, e nel caso modificare, il Def.

Si tratta di una procedura già attuata ad esempio nel 2013. Anche allora infatti, il quadro politico poco chiaro emerso dalle elezioni, allungò i tempi di formazione del governo, costringendo il Parlamento ad un intervento speciale sul Def.

Un "buco" da evitare

La commissione speciale in questione sarebbe composta da 40 deputati e 25 senatori, e avrebbe appunto il compito di approvare nei tempi stabiliti il Def. Un compito non facile però, perché l’eventuale blocco dell’aumento delle aliquote potrebbe costare dai 10 ai 15 miliardi di euro.

Un “buco” per il quale in ogni caso bisognerà trovare una copertura, per evitare che poi a Bruxelles il Def venga bocciato.

Una sfida decisamente complicata, considerando anche che proprio in queste ore, tanto dalla Commissione europea che dal Fmi, il Fondo monetario internazionale, sono arrivati moniti all’Italia affinché vengano adottate misure di bilancio realistiche, che in nessun modo cioè possano andare ad aggravare la già preoccupante situazione debitoria del nostro Paese.

Le aliquote Iva rappresentano quindi un vero nodo, per sciogliere il quale sarà richiesto l’impegno congiunto del Parlamento, e del governo, perlomeno da quando esso si sarà effettivamente formato. Staremo a vedere.

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