Economia

Andrea Roventini: chi è il possibile ministro dell’Economia dei Cinque Stelle

Insegna alla Scuola Sant’Anna di Pisa, e da keynesiano “eretico” quale si definisce, sostiene l’utilità degli investimenti pubblici

Andrea_Roventini

Giuseppe Cordasco

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Di certo, di fronte ai risultati delle elezioni politiche appena concluse, si capisce che ci vorrà del tempo per definire una possibile maggioranza politica di coalizione capace di guidare il Paese, visto che nessuna forza ha, da sola, i numeri per farlo.

Allo stesso tempo però è innegabile che lo straordinario successo elettorale ottenuto dai Cinque Stelle li porrà al centro delle trattative, e dunque è molto probabile che nel prossimo governo possano esserci esponenti espressione proprio di questa parte politica.

A questo proposito in campagna elettorale il leader dei grillini Luigi Di Maio ha presentato quella che potrebbe essere la propria squadra di governo, e tra i nomi, grande attenzione ha suscitato quello di Andrea Roventini, che potrebbe andare a ricoprire il ruolo chiave di prossimo ministro dell’Economia. Vediamo allora di conoscere meglio questo personaggio, ai più del tutto sconosciuto.

Giovane professore

Nato a Mirandola, in provincia di Modena il 16 aprile del 1977, Andrea Roventini è dunque un giovane professore universitario appena quarantenne che, dopo la laurea in Economia presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, ha conseguito una specializzazione presso la Scuola Sant’Anna di Pisa. Ed è proprio qui che esercita la propria attività in qualità di Professore associato presso l’Istituto di Economia.

Impostazione economica

Quello che potrebbe divenire il prossimo ministro dell’Economia in un governo con i Cinque Stelle, si definisce apertamente un “keynesiano eretico”.

Una definizione che lo stesso Andrea Roventini ha spiegato, in un’intervista al Sole24Ore, sottolineando che fin da ragazzo, in qualità di studente di Economia a Modena, riteneva che l’attuale teoria economica non potesse portare a una crescita “robusta, inclusiva e sostenibile”.

D’altro canto si ritiene un fautore degli investimenti pubblici, considerati l’unico vero motore di un’economia che voglia rilanciarsi. Idee queste, che lo pongono in stretta vicinanza con le ideologie sostenute in Italia e in Europa, da larga parte dei partiti di sinistra.

Con un’aggiunta quanto mai significativa per chi guarda con preoccupazione le politiche imposte in questi anni dall’Unione europea: studi teorici ed empirici, spiega sempre Roventini nell’intervista al Sole24Ore, dimostrerebbero infatti che le politiche di austerità siano auto-distruttive, cioè danneggino l’economia senza stabilizzare i conti pubblici, e i casi di Finlandia e Grecia starebbero lì a dimostrarlo.

Insegnamento, ma anche ricerca

A supportare l’impostazione economica di Roventini, non ci sono soltanto parole, ma soprattutto scritti teorici che arricchiscono un curriculum di tutto rispetto. Il professore della Scuola Sant’Anna infatti, sostiene le proprie convinzioni attraverso pubblicazioni apparse sul Journal of Evolutionary Economics e sul Journal of Economic Dynamics and Control.

Senza contare che, tra le altre cose, è coautore di un paper sui temi a lui cari, insieme a Joseph Stiglitz, celebre premio nobel per l’economia nel 2001.

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