Economia

Fusione FCA-Peugeot: tutto quello che c'è da sapere

Insieme i due gruppi avrebbero un giro d'affari da oltre tre milioni di auto l'anno

Fca-Renault

Barbara Massaro

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Piazza Affari a +9% per i titoli FCA mentre la borsa di Parigi accusa un tonfo iniziale di - 11% (per poi assestarsi a - 7,4%) per le azioni PSA.

Questa è stata la reazione a caldo dei mercati alla conferma congiunta delle trattative in corso per arrivare alla fusione dei gruppi Fiat Chrysler Automobiles e Peugeot.

I numeri della fusione

Un matrimonio d'interesse che vale 50 miliardi di dollari e che andrebbe a creare il quarto costruttore automobilistico al mondo in termini di unità vendute (8,7 milioni di veicoli), con ricavi congiunti di quasi 170 miliardi di euro e un utile operativo corrente di oltre 11 miliardi di euro, sulla base dell’aggregazione dei risultati del 2018.

La parola d'ordine del nuovo gruppo (compartecipato al 50%) sarà "sostenibilità" e questa dovrebbe essere la chiave di volta del colosso europeo della mobilità del futuro.

Undici i membri del consiglio di amministrazione: 5 saranno nominati da FCA (incluso John Elkann in qualità di presidente) e altri 5 da PSA. Nel board è incluso anche il ceo Carlos Tavares che avrà un mandato iniziale di 5 anni in qualità di Chief Executive Officer

L’operazione verrebbe effettuata in forma di fusione sotto una capogruppo olandese – quotata a Parigi, Milano e New York – e la struttura di governance della nuova società sarebbe bilanciata tra gli azionisti, con una maggioranza di consiglieri indipendenti. La sede legale sarebbe in Olanda anche se il nuovo colosso continuerebbe a mantenere una importante presenza nelle attuali sedi operative centrali in Francia, Italia e negli Stati Uniti.

In attesa del memorandum of understanding

Nelle prossime settimane verrà stilato un memorandum of understanding vincolante.

In prima battuta dal perfezionamento dell'operazione Fca distribuirebbe ai propri azionisti un dividendo speciale di 5,5 miliardi di euro e la propria partecipazione in Coma.

Peugeot, invece, distribuirebbe ai propri azionisti la partecipazione del 46% in Faurecia. Nella nota congiunta distribuita al termine del primo colloquio tra i team delle case automobilistiche si parla di obiettivi: "Sinergie annuali a breve termine stimate in circa 3,7 miliardi di euro, senza chiusure di stabilimenti".

Il nodo degli stabilimenti

Proprio la chiusura degli stabimenti è una delle note dolenti dell'operazione e una grande preoccupazione paventata dai sindacati italiani.

"In Italia c'è una capacità produttiva installata di 1,5 mln di auto - ha dichiarato così Francesca Re David, segretario generale Fiom Cgil - ma ne vengono prodotte meno della metà. I nostri stabilimenti sono pieni di cassintegrati, la fusione è molto rischiosa".

Chi ci guadagna dalla fusione

L'operazione porterà alla nascita del quarto costruttore al mondo con 8,7 milioni di auto vendute alle spalle di Gm, Volkswagen e l'alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi. Oltre 400.000 i dipendenti. Il fatturato sfiorerà i 200 miliardi di euro.

Vantaggi ce ne sono: tanti e per entrambe le parti. Intanto sarebbe un ottimo modo per restare competitivi su un mercato sempre più difficile.

Dal detto "l'unione fa la forza" deriva l'intero senso dell'operazione. PSA (che significa Peugeot, Citroën, Ds e Opel) da tempo punta a scalfire il gelo del mercato americano dove, fino a oggi, non ha mai fatto presa.

FCA, invece, dopo il fallimento della trattativa con Renault, ha urgente bisogno di piattaforme modulari (per costruire modelli diversi per taglia, brand e tipologia) e predisposte per l'elettrificazione, cioè per le auto elettriche ed ibride, tecnologia che è fiore all'occhiello per PSA.

Non è la prima volta che i francesi di Peugeot flirtano con la casa automobilistica italo americana, ma fino a ora se di flirt si può parlare è stato ben nascosto dietro le cortine dell'ufficialità.

FCA e PSA a confronto

In termini di vendita al momento i numeri danno ragione a PSA che, lo scorso anno ha consegnato 1.903.370 auto contro un totale di 1.157.000 per FCA e anche il fatturato vede in vantaggio i cugini francesi con 38,3 miliardi di euro contro i 26,7 miliardi di euro di FCA però FCA ha più stabilimenti e marchi sparsi in giro per il mondo e questo è esattamente quello che manca a PSA.

Secondo il Waal Street Journal la fusione creerebbe un gigante da 50 miliardi di dollari di capilazzazione in Borsa con l'obiettivo di aggiungere altri 8/9 milioni di veicoli sul mercato ogni anno.

Sempre secondo il Wall Street Journal si tratterebbe di una fusione alla pari con il ceo di Peugeot, Carlos Tavares, che assumerebbe il ruolo di amministratore delegato della nuova società, mentre a John Elkann spetterebbe la presidenza.

Inoltre l'ipotetica alleanza aprirebbe il mercato cinese a FCA visto che PSA mette sul banco anche la partnership con Dongfeng Motor Group.

In pratica si andrebbe a creare un colosso automobilistico mondiale in grado di penetrare tutti i mercati a differenti latitudini e garantire una varietà di soluzioni di mobilità planetaria in un'unica realtà e questa prospettiva promette di modificare gli asset di produzione/vendita a livello globale.

"Si conferma una propensione europea a un grande gigante potenzialmente europeo che è nella linea di ciò che sosteniamo - ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia - Occorre considerare la concorrenza in Europa non solo in chiave nazionale. Abbiamo bisogno di giganti europei per affrontare le sfide con Cina e Usa".

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