Economia

Aggiornamento al Def 2017-2019: cosa contiene

Via libera di Camera e Senato alla correzione da 5 miliardi. Previsto un pil dell'1,5% nel triennio, deficit e debito in calo

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Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan - Roma, 3 ottobre 2017 – Credits: ANSA/ETTORE FERRARI

La Nota di aggiornamento al Def (Documento di economia e Finanza) comunicata dal governo sabato 23 settembre e presentata il 3 ottobre alle Commissioni di Bilancio di Camera e Senato, ha ottenuto il via libera di Camera e Senato.

Scommette sulla crescita per il prossimo triennio e parla di ottimismo.

In Italia "ritorna il consolidamento della crescita" e "la ripresa dell'economia italiana sta guadagnando robustezza, in un quadro di prospettive di crescita positiva" europeo. Lo ha ribadito il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, sottolineando che "ci sono le condizioni per un ulteriore rafforzamento della crescita nel terzo trimestre".

Le previsioni del Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan parlano di aumento del Pil dell'1,5% sia quest'anno che nei due successivi grazie a una correzione meno restrittiva delle precedente e che "non sarà depressiva pur senza sperperare o buttare alle ortiche gli impegni profusi in questi anni" come aveva commentato il premier Paolo Gentiloni il 23 settembre scorso.

Una "eccessiva restrizione" sul fronte dell'aggiustamento dei conti pubblici metterebbe "a rischio la ripresa e la coesione sociale del Paese" ha detto Padoan spiegando i motivi per cui il governo ha chiesto di ridurre l'aggiustamento strutturale allo 0,3% del Pil (dallo 0,8% di aprile). Quello che si propone, in accordo con la Ue è un percorso "di graduale aggiustamento, a patto di continuare ad attuare il programma di riforme strutturali"

Cosa contiene

Tre le priorità: lavoro giovanile, contratti statali, lotta alla povertà. La Nota che le Camere saranno chiamate ad approvare entro il 4 ottobre ratifica i 20 miliardi di tasse in meno pagati dal 2013.

La correzione strutturale riportata nel nuovo documento non è più di oltre 13 miliardi e mezzo ma di poco più di 5 miliardi.

Eppure le clausole di salvaguardia non scatteranno. Il deficit continuerà infatti il suo percorso in discesa, ma con una velocità inferiore al previsto. L'anno prossimo si fermerà all'1,6%, liberando poco più di 10 miliardi destinati proprio ad evitare gran parte degli aumenti dell'Iva.

Sul debito invece, grazie al rafforzamento del Pil, il governo si aspetta una discesa costante in tre anni (garantendola contemporaneamente anche a Bruxelles): al 131,6% del Pil nel 2017, al 130,0% nel 2018 e al 127,1% nel 2019.

Sulle privatizzazioni la Nota di aggiornamento al Def fissa per il 2017 l'obiettivo di 0,2 punti percentuali di Pil: "le misure sono in buona parte ancora in valutazione e alcune, essendo market sensitive, preferisco astenermi dall'annunciarle adesso" ha dichiarato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

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