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730 precompilato: ecco quello che ancora non funziona

Nelle dichiarazioni di quest’anno le correzioni più frequenti hanno riguardato spese sanitarie, immobili e detrazioni

Nonostante il direttore dell’Agenzia delle entrate Rossella Orlandi abbia sostenuto, parlando di 730 precompilato, che saremmo di fronte ad una scommessa vinta, restano ancora molti gli aspetti da migliorare per fare in modo che un numero sempre più considerevole di cittadini accetti le dichiarazioni senza apportare modifiche. E basta dare un’occhiata ai numeri riguardanti le correzioni ai modelli precompilati spediti quest’anno, per rendersi conto di quali sono gli ambiti nei quali il flusso delle informazioni andrà certamente migliorato. A necessitare infatti ancora interventi correttivi sono stati soprattutto i dati riguardanti spese sanitarie, immobili e detrazioni. Intanto però un punto a favore l’Agenzia delle entrate lo segna, rilevando che nel 2016 hanno trasmesso direttamente il 730 precompilato, cioè senza passare da Caf o altri intermediari, circa 2 milioni di soggetti, contro gli 1,4 milioni del 2015. Ma vediamo nel dettaglio dunque, quali sono gli aspetti su cui lavorare, per rendere le dichiarazioni future sempre più precise e dunque accettabili senza modifiche.

Spese sanitarie

Secondo una ricerca condotta dai Caf Acli su 1,2 milioni di 730 precompilati inviati all’Agenzia delle entrate, solo nel 6,8% dei casi l’importo delle spese sanitarie è stato accettato così come predisposto dai tecnici dell’Agenzia. Nel 54,7% dei casi, quindi ben più della metà, i dati hanno avuto bisogno invece di una rettifica da parte del contribuente o di chi lo assisteva nella compilazione della dichiarazione. Nel 12,3% dei casi poi, è stato necessario riportare di sana pianta il dato sulle spese sanitarie che era del tutto inesistente. Infine il 26,2 per cento dei contribuenti ha lasciato la casella in bianco. Insomma, dati alla mano, in circa nove casi su dieci, i dati sulle spese sanitarie hanno avuto bisogno di una modifica. Una situazione che potrebbe migliorare in futuro quando l’Agenzia delle entrate avrà a disposizione anche i resoconti dettagliati riguardanti gli scontrini dei farmaci da banco che quest’anno erano ancora indisponibili.

Immobili

Per quanto concerne le dichiarazioni sui redditi derivanti dal possesso di immobili, si registrano due dati contrastanti. Da un lato, rispetto all’anno scorso, sono aumentate dell’8% le dichiarazioni precompilate, dall’altro però nel 57,9% dei casi è stato necessario correggere i dati inseriti dall’Agenzia delle entrate. Unica consolazione il fatto che l’anno scorso le modifiche in questione avevano riguardato il 61,3% dei casi. C’è dunque ancora molto da fare su questo fronte, per rendere le dichiarazioni il più possibile attendibili.

Detrazioni

Anche in questo ambito,la strada sembra ancora molto lunga. Come accaduto infatti nel 2015, anche quest’anno, le voci precompilate sulle detrazioni hanno necessitato di modifiche quasi nel 90% dei casi. In particolare sono aumentate ad esempio le detrazioni riguardanti i mutui sulla casa, inserite in proprio dai contribuenti nell’8% delle dichiarazioni presentate all’Agenzia delle entrate.

Le new entry

Interesse c’era nel verificare quali esiti avrebbero dato le nuove detrazioni predisposte da quest’anno dai tecnici dell’Agenzia delle entrate. Ebbene, per quanto riguarda le spese funebri,considerando il 2,2% di cittadini interessati, nell’1,2% dei casi c’è stata una diretta accettazione dei dati inseriti. Meglio è andata con le spese universitarie, presenti nel 4,1% del totale, per le quali però mancavano i dati riguardanti le università private, un’1% di dichiarazioni in cui i contribuenti hanno dovuto fare da sé.

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