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THOMAS COEX/AFP/Getty Images
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Economia

2016, le cinque sorprese per l'economia

Indebolimento del dollaro, obbligazioni pubbliche, elezioni americane, brexit e mercati emergenti

Prevedere il futuro o anche solo provare a immaginare cosa succederà nei mesi a venire sta diventando sempre più difficile, tanto sul piano economico quanto su quello politico e strategico. Le variabili da prendere in considerazione sono troppe, le interconnessioni tra le stesse ancora di più, ma a peggiorare la situazione, e l'affidabilità delle nostre previsioni, contribuiscono soprattutto gli elementi di incertezza che da qualche tempo contraddistinguono la nostra quotidianità.

Ecco perché The Economist ha deciso di puntare su "previsioni alternative", spiegando quali potrebbero essere le cinque "sorprese economiche" del 2016.

1 - Indebolimento del dollaro

Mentre la maggior parte degli analisti è convinta che il dollaro americano si stia rafforzando, gli esperti di The Economist ritengono che potrebbe, al contrario, indebolirsi. Dopo l'innalzamento dei tassi di interesse approvato poco prima di Natale dalla Federal Reserve, il numero degli investitori interessati ad acquistare dollari dovrebbe aumentare (anche perché sia la Banca Centrale Europea che la Banca del Giappone dovrebbero mantenere i propri tassi vicinissimi allo zero). È però possibile che l'effetto delle nuove politiche restrittive sia già stato incorporato nel tasso di cambio, e che quindi il dollaro possa effettivamente calare.

2 - Obbligazioni pubbliche

Da tempo ci si attende che il mercato delle obbligazioni pubbliche sia destinato a vivere una fase di stanza; tuttavia una simile aspettativa potrebbe essere ancora una volta disattesa. Secondo The Economist fondi pensione, assicuratori e la fascia più prudente degli investitori privati potrebbero continuare a scegliere titoli a basso rischio e rendimento fisso.

3 - Elezioni americane

Fino a qualche tempo fa saremmo stati tutti pronti a scommettere che l'avversario repubblicano di Hillary Clinton sarebbe stato Jeb Bush. Oggi, invece, sembra molto più probabile che l'ex First Lady finirà con lo scontrarsi con Donald Trump o Ted Cruz. Se così fosse, però, l'incertezza derivante dall'eventuale elezione di uno di questi due candidati sarebbe enorme, e si ripercuoterebbe sui mercati. E il dollaro americano sarebbe il primo a pagarne le conseguenze perdendo ulteriormente forza.

4 - Brexit

Anche il rischio che la Gran Bretagna decida davvero di uscire dall'Europa aumenta notevolmente il livello di incertezza sui mercati. La logica porterebbe a pensare che gli inglesi finiranno col preferire comunque lo status quo, ma in una fase in cui il tasso di euroscetticismo è alle stelle non è possibile escludere eventuali colpi di scena. Se la Gran Bretagna uscirà davvero dalla zona euro, continuerà ad essere conveniente investire nel Regno Unito? E se il sì alla Brexit portasse gli scozzesi a organizzare un secondo referendum pro-indipendenza per poter rimanere in Europa? Inutile aggiungere che le ripercussioni di tanta insicurezza sul valore della sterlina saranno enormi. 

5 - Mercati emergenti

Secondo la maggior parte delle previsioni il 2016 sarà un anno terribile per i paesi emergenti. A sentire gli esperti di The Economist, invece, questi ultimi potrebbero finire col crescere molto più di quanto previsto. Le aspettative di bassa crescita, infatti, potrebbero essere già riflesse nei valori di mercato e non è da escludere una ripresa. Anche in Cina, Russia e Brasile, che al momento sono considerati i paesi più a rischio. 

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