Edoardo Frittoli

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L'ultima battaglia di Napoleone si combatte dalle 9,00 alle 20,30 del 18 giugno 1815. in meno di 10 ore, il corso della storia d'Europa cambierà nettamente, segnando il tramonto del dominio napoleonico. 

L'Empereur, esiliato all'Elba durante la parentesi monarchica di Luigi XVIII, riesce a fuggire dall'isola tirrenica il 26 febbraio 1815. Rientrato in Francia, è accolto dalle sue truppe in modo trionfale, guadagnando l'appoggio anche di quei generali che avevano appoggiato la monarchia. Rientrato a Parigi, provoca la reazione di Gran Bretagna, Prussia, Russia e Austria che formano la settima coalizione contro Bonaparte. Napoleone vuole giocare d'anticipo. Sa che sul campo i suoi nemici sono ancora divisi e ai primi digiuno invade il Belgio sulla via di Bruxelles. La tattica di Bonaparte è quella di rompere al centro lo schieramento inglese approfittando della lontananza delle armate prussiane, così da cogliere di sorpresa gli uomini del Duca di Wellington prima dell'arrivo dei rinforzi di Von Blucher.

La sera del 17 giugno il maltempo imperversava e il fango la fece da padrone nelle campagne attorno a Waterloo. Wellington sperava in un'accelerazione della marcia dei Prussiani che si trovavano 18 miglia a est di Waterloo. Sapeva bene il Duca di essere in inferiorità numerica contro gli oltre 70 mila Francesi in armi. Si mise così in difesa tra La Haye-Sainte e Papelotte, tenute agricole alle porte di Waterloo.

Napoleone attese che il fango asciugasse per non ostacolare la cavalleria e cominciò con un attacco diversivo alla tenuta di Hougoumont dove gli Inglesi tuttavia si difesero asserragliati come in un forte. Nel frattempo i Francesi cominciano un attacco in forze al centro dello schieramento britannico con 18,000 uomini. Sembra fatta per l'Empereur quando cadono i capisaldi di Papelotte e La Haye. Tuttavia una vedetta napoleonica scorge movimenti di truppe da Est. Sono i Prussiani di Von Blucher, giunti in soccorso degli alleati britannici, ma ancora troppo lontani per le vacillanti difese del Duca di Wellington. Fu una decisione repentina quella che fece cambiare le sorti della battaglia. Gli inglesi lanciarono la Cavalleria contro i Francesi che avanzavano, riuscendo a spezzare in due lo schieramento napoleonico, rimanendo tuttavia seriamente danneggiati. Intanto i Prussiani avevano conquistato le alture a Nord-Est del teatro degli scontri. Dall'alto Impegnarono seriamente le armate napoleoniche nel pomeriggio del 18 giugno. Blucher si era schierato con la formidabile artiglieria prussiana e ora i Francesi erano impegnati su due fronti e divisi. 

A questo punto Napoleone gioca la carta della carica di Cavalleria verso La Haye-Sainte, cuore dello schieramento del Wellington e roccaforte britannica. Con l'artiglieria francese in rinforzo alle truppe, gli Inglesi del 27° Reggimento perdono il 90% degli organici e la roccaforte cade. Di nuovo le sorti della battaglia sembrano favorire i Francesi che si lanciano all'inseguimento di quanto resta delle armate britanniche. 

La resistenza della fucileria inglese fu allora determinante. I moschetti riuscirono a rallentare l'avanzata dei Francesi con un tiro preciso, riparati dall'erba alta e dietro le alture nei pressi di Waterloo. Quanto bastò perché i Prussiani giungessero in soccorso ai loro alleati ormai allo stremo. L'assalto definitivo avviene attorno alle 20,30 condotto dagli uomini di Blucher che praticamente annientarono le truppe di Napoleone, lasciando un tappeto di morti e feriti mentre il cielo del 18 giugno scuriva. 

Fatto prigioniero e caricato sulla nave di Sua Maestà HMS " Bellerophon", Napoleone lasciava per l'ultima volta il terreno di un campo di battaglia. Da perdente.


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