Watergate, 45 anni fa lo scandalo

17 giugno 1972: è il giorno che segna l'inizio dello scandalo politico più clamoroso del XX secolo, mai così attuale come nelle ultime settimane

Edoardo Frittoli

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Tra il 17 giugno 1972 e il 9 agosto 1974, ci consumò il più grande scandalo politico del XX secolo, noto come Watergate. L'esito portò alle dimissioni del presidente degli Stati Uniti Richard Nixon e all'incriminazione di alcuni dei suoi più stretti collaboratori. 

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Nel novembre 1972, Nixon era stato rieletto con un ampio margine di voto popolare avendo sconfitto nettamente il suo debole opponente, il senatore democratico George McGovern. Nello stesso anno, Nixon aveva compiuto il suo famoso viaggio in Cina, nel segno della distensione e aveva varato la politica della "vietnamizzazione", ossia del ritiro graduale delle truppe americane dal Vietnam.

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Lo scandalo prende forma

Ma il 17 giugno 1972 accadde qualcosa che cambiò il corso del mandato di Nixon. Quel giorno furono arrestati cinque uomini che erano penetrati illegalmente nella sede del Partito Democratico nel complesso residenziale Watergate, a Washington.

I cinque, sorpresi nell'intento di installare apparecchiature di ascolto, erano tutti legati al comitato per la rielezione del presidente Nixon. 

Se inizialmente Nixon si dichiarò estraneo e il suo oppositore George McGovern fallì nello sfruttare lo scandalo, alcuni dei collaboratori arrestati cominciarono a parlare.

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Il coinvolgimento della Cia

La stampa nazionale iniziò una serie di inchieste dalle quali emersero le complicità della Cia e dove risultarono sempre più chiaramente gli abusi di potere di Nixon, il quale aveva sistematicamente lavorato per insabbiare l'episodio del 17 giugno. 

Alla fine del 1973 fu richiesta dal pubblico ministero Archibald Cox la consegna dei nastri registrati presso la Casa Bianca dal 1970 in poi.

Nixon non soltanto rifiutò la consegna, ma rimosse d'autorità il giudice. L'opinione pubblica e la stampa non gradirono. Nell'aprile 1973 Nixon consegnò i nastri. Seppur in parte cancellati e nonostante non dimostrassero direttamente il coinvolgimento del presidente nell'affare Watergate, i nastri resero pubblici i suoi atteggiamenti autoritari, vendicativi e il suo linguaggio volgare.

Le dimissioni in diretta tv

Intanto i giornali pubblicavano altri misfatti del presidente Nixon, come la frode fiscale e l'utilizzo di denaro pubblico a scopo personale. A questo punto quasi tutti i suoi sostenitori al Congresso lo abbandonarono e, sicuro di essere condannato, Nixon si presenterà in televisione di fronte agli americani, annunciando le sue dimissioni incondizionate.

Gli succederà il vice presidente Gerald Ford, che si produsse poco dopo nel perdono pubblico per Nixon. Questa azione, poco apprezzata dall'opinione pubblica, condizionò notevolmente il suo mandato. Tanto da cedere il passo ai Democratici con l'elezione dell'ex governatore della Georgia Jimmy Carter il 2 novembre 1976. 

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