Cultura

Un cervello sempre giovane

Sulla base dei recenti sviluppi nelle neuroscienze un libro racconta come mantenere la propria mente in forma e rallentare l'invecchiamento

Un cervello sempre giovane

Luca Sciortino

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Uno potrebbe chiedersi come tenere il proprio cervello sempre giovane e al massimo delle sue potenzialità. La domanda è la stessa di ieri ma la risposta è oggi più precisa che mai alla luce dei rapidi progressi delle neuroscienze negli ultimi anni. La si può trovare formulata con rigore e chiarezza da Stefano Farioli Vecchioli, ricercatore presso l'Istituto di Biologia Cellulare e Neurobiologia del CNR, nel libro “Un cervello sempre giovane” pubblicato da Sperling & Kupfer.

Non è un'opera che spiega quali farmaci sono utili per contrastare l'invecchiamento, semmai uno che ci fa scoprire  quale stile di vita dovremmo condurre per mantenere il cervello attivo.

Il primo capitolo divide il cervello in quattro parti e spiega le sue funzioni creando la terminologia necessaria per argomentare una tesi di fondo: l'invecchiamento può essere frenato sapendo cosa mangiare e cosa evitare, praticando attività fisica costante ma non eccessiva, svolgendo attività sociali divertenti e imparando cose nuove, soprattutto in campi differenti del sapere.

L'importanza della ricompensa

Nella tradizione della buona divulgazione, il libro non enuncia come un dogma tutto ciò che fa bene e ciò che cosa fa male al cervello, ma spiega al lettore il perché occorra fare certe cose piuttosto che altre. Così, al termine della lettura non soltanto impariamo quale stile di vita sarebbe bene condurre ma anche quali conseguenze hanno le nostre azioni in termini di circuiti della ricompensa, genetica o neurotrasmettitori.

Per esempio, il libro spiega come mai l'abuso di bibite, con il loro contenuto di zuccheri, ha un effetto deleterio sul cervello o come mai camminare ha un effetto positivo. Un elemento nuovo e importante introdotto dal libro è il fatto che uno stile di vita eccessivamente punitivo, che non produce abbastanza gratificazione, produce danni al cervello. In questo senso il libro è un inno a una vita condotta con misura e saggezza.

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