Umberto Galimberti, "Giovane hai paura?"
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Umberto Galimberti, "Giovane hai paura?"
Cultura

Umberto Galimberti, "Giovane hai paura?"

Le paure delle nuove generazioni e il nichilismo che avanza secondo il filosofo

«Era solo un gioco» hanno detto i ragazzi che a Pianura, lì dove Napoli è già Gomorra, hanno seviziato un adolescente di quattordici anni perché obeso. E però, qui il sovrappeso non c’entra e la violenza di quel rione è la stessa del prestigioso liceo romano Chatebreaubriand che ha investito i giovani francesi vessati da altri studenti che li inseguivano al grido ultras «sporchi negri». Non esiste la geografia del disagio e il fanatismo dell’adolescente smarrito è uguale da Sud a Nord, da rione a banlieu, un’unica e globale periferia che il regista Mathieu Kassovitz trasformò in celluloide nel film “L’odio”.

E forse per questo Giovane, hai paura? di Umberto Galimberti, che la piccola ma intelligente Marcianum Press ha avuto il merito di editare nella sua collana Diàlogoi, vale più della sociologia raccolta nei quotidiani, la narrativa dei soliti esperti chiamati a spiegare l’inspiegabile e che finiscono loro malgrado per irrobbustire solo la retorica. Galimberti che è filosofo chiede aiuto a Nietzsche, il padre del nichilismo, che classificò l'assenza dei valori come male, come il più inquetante degli ospiti, il demone che spaesa e che fa appassire.

Eppure il libro non ha la dimensione del trattato ma la freschezza del dialogo appunto, la riproduzione di una lezione-conferenza che Galimberti ha tenuto all’hotel Bauer di Venezia, così come il tono non è del professore ma dell’uomo che pensa e che non risolve. Galimberti non offre soluzione se non l’esempio genitoriale, «il futuro non è più una promessa ma una minaccia», disarmato come i padri in attesa dinanzi alla notte che è la frontiera dell’adolescente, lo spazio dell'eccesso. Ebbene, il Galimberti disorientato è uomo di dubbio e ce ne abbevera come il poeta romantico Holderlin ci disseta con la sua lirica sulla fine degli scopi: «più non sono gli dei fuggiti, né ancor sono i venienti».

E se invece di Ebola, fosse il collasso dei valori la nostra vera pandemia?

Umberto Galimberti
Giovane, hai paura?
Marcianum Press

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