Edoardo Frittoli

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Erano in un magazzino del Accademia delle Scienze di Cracovia, stipati in una pila di casse coperte da anni di polvere. Sono piccoli oggetti come orologi, tazze, pettini,calendari, timbri, sui quali il tempo si è fermato il giorno in cui i loro proprietari furono fatti scendere dai carri merci dalla violenza inumana delle SS.

Laggiù, sulla banchina della morte, si erano separati per sempre dai loro proprietari condannati alla camera a gas.

Nel 1967 riemersero brevemente alla luce dopo gli scavi condotti al crematorio III, fatto saltare dai nazisti prima della liberazione del campo nel 1945.

Il regista polacco Andrzej Brzozowski realizzò un breve documentario sugli scavi intitolato "Archaeology". Poi gli oggetti scomparvero dalla scena, dimenticati dal disinteresse che il governo polacco mostrò sull'argomento durante gli anni della Cortina Di Ferro.

Per iniziativa del museo di Auschwitz-Birkenau le ricerche sono riprese ed in alcuni mesi di lavoro finalmente il luogo dove gli oggetti erano stati abbandonati per la seconds volta è stato svelato. Pochi giorni fa il carico di testimonianze dell'Olocausto è giunto al museo, dove si prevede un lavoro di restauro e di conservazione, nel luogo esatto dove furono strappati dalle mani dei loro proprietari oltre 70 anni fa.

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