Edoardo Frittoli

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Il 6 agosto 2015 viene inaugurato il "nuovo Canale di Suez". È lungo 72 chilometri  e corre parallelo al suo illustre predecessore, costruito 145 anni fa. Rientra in un progetto multi miliardario per velocizzare le rotte di navigazione tra l'Europa e l'Asia.
Questa invece è la storia del "primo" Canale di Suez:

Il Canale di Suez era nato sotto i peggiori auspici: quando l'ex diplomatico francese Ferdinand De Lesseps ottenne la concessione allo scavo dal viceré egiziano Mohammed Said, gli Inglesi pensarono bene di boicottarne la costruzione pressando sugli investitori perché abbandonassero l'impresa, colti dal timore di un'eccessiva espansione francese in Medio Oriente.

Il Canale fu iniziato ugualmente il 25 aprile 1859 con il concorso di capitale egiziano e alla sua apertura dieci anni più tardi nel novembre 1869, la maggior parte del naviglio che ne usufruì era britannico.

Gli inglesi entrarono nel capitale quando, per la crisi che attraversava l'Egitto, il nuovo viceré Ismail cedette a Londra le quote egiziane. Al sorgere del nuovo secolo, il Canale risultò un'importantissima scorciatoia per i giacimenti del Golfo Persico. Fu coinvolto dalla Grande Guerra quando l'Impero Ottomano ne tentò senza successo l'occupazione nel 1915. Dopo la guerra Londra rese indipendente il protettorato d'Egitto, ottenendo in cambio il presidio militare del Canale di Suez. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale il Canale fu attaccato dagli Italiani e dai Tedeschi, che nell'estate del 1942 sembrarono essere arrivati molto vicini all'occupazione di Suez. La battaglia di El Alamein ribaltò le sorti del conflitto in Nordafrica, respingendo e sconfiggendo gli Italiani e i Tedeschi di Erwin Rommel

La seconda gravissima crisi che coinvolse il Canale fu quella del 1956, la più ricordata.

La crescita del nazionalismo egiziano nel 1950-51 arrivò a revocare i vecchi trattati Anglo-egiziani del 1936, generando la prevedibile reazione britannica contro le truppe paramilitari dei nazionalisti di Nahas Pasha. Il 26 gennaio 1952 Il Cairo visse la giornata di rivolte antibritanniche note poi come il "Sabato Nero". Nel luglio successivo la situazione precipitò a causa del colpo di Stato militare per mano del generale Neguib che respinse i tentativi di negoziazione del ministro degli Esteri britannico Anthony Eden. La sostituzione di Neguib con il colonnello Nasser nel 1954 peggiorò ulteriormente i delicati rapporti diplomatici con Londra, essendo tra i suoi obiettivi l'attacco a Israele e la costruzione di una diga ad Assuan.

I rapporti con Eden si sfaldarono quando quest'ultimo negò aiuti militari al Cairo dopo un trattato provvisorio, spingendo Nasser a chiedere aiuto ai Paesi della Cortina di Ferro, principalmente alla Cecoslovacchia. Gli Usa, in piena Guerra Fredda, intervengono nella questione con il Segretario di Stato John Foster Dulles che decise di ritirare i fondi americani per la costruzione della diga di Assuan. In risposta, Nasser decise di nazionalizzare il Canale anglo-francese per finanziare la diga. Gli Inglesi avrebbero voluto, specie Eden, risolvere militarmente la situazione restaurando il governatorato britannico in Egitto. Gli Americani, per paura di un'esplosione di tutti i nazionalismi mediorientali che avrebbero potuto favorire Mosca, vietarono l'intervento armato. Fu a quel punto che Londra e Parigi contattarono segretamente Tel-Aviv e il primo ministro Ben Gurion della possibilità di un attacco israeliano in Egitto per creare il pretesto dell'occupazione militare di Suez.

L'attacco guidato dal generale israeliano Moshe Dayan iniziò il 29 ottobre 1956. Nasser decise di non rispondere ritirando le forze egiziane verso l'interno. Tuttavia,all'alba del 5 novembre i paracadutisti britannici e francesi occuparono l'aeroporto di El Gamil, supportati dall'aviazione. La marcio anglo-francese parve inarrestabile e poco dopo quasi tutto il corso del Canale era in mano britannica. Tuttavia l'azione fu politicamente un disastro, Eisenhower e buona parte dell'opinione pubblica americana ed europea erano infuriati per l'intervento bellico in Egitto, tanto che poco dopo gli Inglesi furono costretti a cessare l'occupazione di Suez, pesantemente indeboliti agli occhi di Washington a causa dell'accordo segreto con Israele. Dopo la crisi del 1956, l'influenza britannica in Egitto subì un declino profondo. Poco più tardi si chiudeva un'era iniziata negli anni '30 con il ritiro dalla vita politica del leader britannico Sir Anthony Eden.

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