Riccardo Fano

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Con la settimana del Salone e, soprattutto, del Fuorisalone, Milano si sovrapopola di eventi. Alcuni di questi vivono grazie all'enorme eco che la Design Week milanese dà loro, altri invece sono vere e proprie occasioni da non lasciarsi sfuggire.E' il caso di "Birds", due tele monumentali realizzate da Agostino Iacurci.

L'artista foggiano, ma romano d'adozione, classe '86, ha realizzato questi due enormi dipinti che saranno esposti al pubblico dal 7 al 19 aprile, la prima di 90mq in Piazzale Loreto e la seconda di 80mq in Piazzale Cadorna a Milano.

Il progetto, a cura della Galleria Patricia Armocida, è stato realizzato grazie al supporto tecnico di DEFI Group che ha concesso gli spazi e le tele e di Oikos colore e materia per l’architettura.Tale impresa, della quale non vi sono precedenti, sarà un anticipazione della mostra che Agostino inaugurerà alla Galleria Patricia Armocida martedi 21 aprile.

Per l’occasione, saranno esposte dieci tele di piccole, medie e grandi dimensioni, quindici assemblage e sei sculture in legno, realizzate appositamente.Agostino accosta l’abilità dell’artista a quella del prestigiatore: entrambi creano l’illusione di un accadimento magico nello spettatore allo scopo di generare un sentimento di meraviglia.I lavori vanno a comporre un percorso tematico in cui appare costante il principio di decostruzione e scomposizione della figura, a cui si accosta, in modo complementare e sincronico, una nuova combinazione al confine tra differenti forme della natura.

In tal modo, alla decostruzione fisica dei soggetti, linea costante di questo gruppo di opere, si affianca la continua ricerca di un principio di completamento e integrazione degli elementi.

Le opere di Agostino Iacurci hanno uno stile inconfondibile, riconoscibile, semplicemente poetico. Ampie campiture, dalla gamma di colori armonici e la scelta timbrica scarlatta, compongono una melodia complessa.Agostino dirige la scena e, nonostante la chiarezza elementare e di sintesi delle forme, genera visioni oniriche che evocano mistero.

Il suo stile geometrico, semplice e pulito, gioca spesso con gli opposti: l’alternanza tra il vuoto e il pieno, tra divisione e composizione, apparizione e scomparsa.Contorni di uomini, figure svuotate che s’innestano con l’ambiente naturale.Atmosfere indefinite, in sospensione atemporale, caducità di uno stato transitorio che suggestiona la mente.

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