Edoardo Frittoli

-

L' Olocausto, il più grande genocidio della storia dell'umanità, fu anche la più grave strage di omosessuali di tutti i tempi. Si calcola che circa 15mila furono le vittime della follia nazista morte nei lager, spesso in seguito ad atroci torture praticate dalle SS di fronte agli altri prigionieri o in seguito a esperimenti medici letali.

Nei confronti della popolazione gay, neppure la sconfitta del nazismo fu in grado di far cessare del tutto la persecuzione, anche se non più imposta dalle leggi come avvenuto nel caso della Germania hitleriana. Se in diversi paesi a maggioranza islamica le leggi religiose criminalizzano ancora oggi la pratica omosessuale per cui è prevista anche la pena di morte, nella terra dei vincitori della guerra- gli Stati Uniti- persisteva una situazione generale di discriminazione nei confronti degli omosessuali, che in molti casi non godevano degli stessi diritti degli altri cittadini ad esempio nella partecipazione alla pubblica amministrazione o alla vita politica della nazione.

Alcuni Stati della federazione, specie nel sud del Paese, mantenevano leggi locali che condannavano tout court la pratica dell'omosessualità.

Nell'esercito fino a tutto il 1945 l'arruolamento di uomini e donne gay era espressamente vietato. Per tutto il XX secolo le autorità procedettero praticamente senza sosta alla coercizione mediante arresti nei locali frequentati da omosessuali, mentre nel 1952 l'American Psychiatric Association aveva incluso l'omosessualità tra le malattie sociopatiche. Solo alla metà degli anni '60 iniziarono a sorgere, soprattutto a San Francisco, le prime associazioni Gay-lesbiche impegnate nella sensibilizzazione sui diritti della comunità omosessuale. Dopo il 1968 la voce delle associazioni si fece più pressante anche al di fuori della tollerante California. 

Il primo incidente tra la comunità gay e le forze dell'ordine si verificò  a New York la notte del 27 giugno 1969, noto in seguito come Stonewall Uprising. Durante i giorni della campagna per l'elezione del sindaco la polizia fece irruzione nel locale frequentato da clienti omosessuali "Stonewall Inn" al Greenwich Village. la situazione degenerò presto in uno scontro fisico che coinvolse più di 2000 persone, tra cui ben 400 agenti di polizia. Molte furono le denunce di abusi e violenze perpetrati ai danni dei clienti del bar, diversi i feriti tra le due parti. 

Esattamente 4 anni più tardi a New Orleans si consumò la più grave strage tra la comunità gay fino a quella di Orlando dell'11 giugno 2016. Questa volta furono le fiamme a devastare l'Upstairs Lounge, appiccate da ignoti. Il bilancio è gravissimo, le vittime ben 32

Nel 1978 è assassinato per la prima volta un personaggio pubblico, apertamente dichiaratosi gay. Harvey Milk, allora 48enne, era uno dei leader della comunità gay di San Francisco. Eletto consigliere comunale, fu assassinato assieme al sindaco George Moscone da un ex consigliere dell'opposizione, il conservatore Dan White proprio a causa delle proposte di legge di Milk a favore del riconoscimento dei diritti omosessuali.

L'anno successivo l'odio omofobo colpisce Tennessee Williams, l'autore di "Un tram chiamato desiderio" vicino alla sua abitazione di Key west, Florida, da un branco di cinque adolescenti. Si salva per un pelo, ma porterà le conseguenze dell'aggressione fino alla morte nel 1983. 

Gli anni '80, decennio "nero" per la comunità omosessuale a causa della piaga dell'Aids, sono segnati da una serie di omicidi a sfondo omofobo. Sopra tutti quello della coppia lesbica Rebecca Wight-Paula Brenner, uccise sui monti Appalachi dal marito della prima, dopo averne scoperto l'omosessualità.

Nel 1992 è la volta di Allen Schindler, militare della Marina americana ucciso barbaramente da un commilitone durante una sosta in Giappone. La sua morte porterà i vertici dell'esercito ad allontanarsi dalle radicate origini discriminatorie dei propri regolamenti, approdando al "Don't task, don't tell Bill". L'atto conteneva in sostanza il divieto di discriminazione agli omosessuali arruolati nelle forze armate, purché non manifesti. 

Nel 1993 la terribile morte di Brandon Teena, segregato e torturato fino alla morte nella settimana tra natale e capodanno, ispirerà il film del 1999 "Boys Don't Cry". Nel 1997 il club gay-lesbo "The Otherside Lounge" di Atlanta è assalito a colpi di granata da Erich Rudolph, lo stesso che l'anno precedente fece 2 morti e 111 feriti alle olimpiadi del 1996 sempre ad Atlanta. Condannato al carcere a vita, dichiarerà convinto che la pratica omosessuale è e rimane uno "stile di vita aberrante".

Tra gli omicidi che destarono più clamore negli Usa vi fu quello dello studente 21enne Matthew Shepard, ucciso da due coetanei espulsi dalla scuola. Fu barbaramente torturato e lasciato agonizzare legato ad un cancello. Quello che fece ancora più impressione è che ai funerali di Shepard fu organizzata una protesta da un predicatore oltranzista in cui i manifestanti mostrarono cartelli con scritte omofobe quali "God Hates Fags" (Dio odia i froci).

Anche il terzo millennio si aprirà con gravi episodi di omofobia negli Stati Uniti, perpetrati da gruppi di differente età, etnia e stato sociale. All'onda omofoba si uniranno negli anni 2000 anche le gang latine. L'episodio più grave il rapimento multiplo di adolescenti vicini alla gang dei King Latin Goonies e le conseguenti reiterate torture e stupri anche a membri di età maggiore appartenenti alle famiglie dei rapiti.

L'ultimo duplice omicidio prima della strage di Orlando, riguarda membri della comunità islamica degli Stati Uniti. A Seattle vengono uccisi Ahmed Said e il compagno Dwone Anderson Young. L'assassino è Alì Muhammad Brown, sospettato di avere contatti con membri di organizzazioni terroristiche di matrice islamica in Somalia. Lo stesso omicida ha dichiarato che il movente degli omicidi è stato un atto di rappresaglia per il compartamento degli Usa in Siria.


© Riproduzione Riservata

Commenti