Sicilia: scoperta la più grande fornace dell'antichità
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Sicilia: scoperta la più grande fornace dell'antichità

Un'area industriale di un chilometro, dotata di ottanta fornaci di cinque metri di diametro. Uno dei centri produttivi più importanti dell'antichità e della Magna Grecia

A Selinunte, in Sicilia, la missione tedesca dell'Università di Bonn, diretta da anni dal professor Martin Bentz, ha recentemente rinvenuto una fornace di 5,30 metri di diametro. Si tratta della più grande mai rinvenuta nella Magna Grecia e fa parte di un'area artigianale davvero imponente. Gli scavi finora hanno portato alla luce almeno ottanta impianti simili tanto da definire l'area "il quartiere industriale" di Selinunte. Tale definizione, seppur anacronistica, rende bene l'idea dell'imponenza della zona artigianale della colonia greca che copriva un'estensione di più di 1000 metri quadrati. Le botteghe producevano soprattutto vasellame ed elementi fittili in terracotta. Una produzione così imponente faceva di Selinunte il riferimento produttivo e commerciale dell'intero sistema di colonie della Magna Grecia. L'odierno sito archeologico si trova nel territorio comunale di Castelvetrano (TP).

Fondata nel 628 a.C., la ricca colonia dai templi colossali

Tucidide tramanda che la colonia di Selinunte fu fondata nel 628-627 a.C. dalla madrepatria Megara Hyblea. Inizialmente le buone relazioni diplomatiche con i potenti vicini punici e la felice posizione del sito furono alla base del rapido sviluppo economico e demografico della città nel corso del VI secolo a.C.. La città è un esempio della grande perizia dei Greci nella pianificazione urbanistica: un reticolo di assi ortogonali definiscono aree distinte per funzione. Il quartiere artigianale, per esempio, era posto lontano dall'area residenziale per tenere le abitazioni lontane da fumi, rumori e soprattutto per limitare i pericoli d'incendio. Massima espressione della potenza e ricchezza raggiunta da Selinunte furono i suoi templi colossali.

Un'indagine durata anni

"E' da anni che ci lavoriamo. Basandoci su prospezioni geofisiche abbiamo iniziato lo scavo dell'officina nel 2010 - spiega Martin Bentz - Quest'anno abbiamo poi verificato la struttura dell'impianto artigianale individuato. Si tratta di un'estensione complessiva di 1200 m² in cui operavano ben cinque fornaci. E' davvero imponente se si considera, tra l'altro, che normalmente un'officina greca era di circa 250-500 m² con solo una o due fornaci. Abbiamo trovato anche molti attrezzi legati al processo di lavorazione e un piccolo sacello per divinità protettrice degli operai. Il quartiere è stato fondato verso la metá del VI sec. a.C. - precisa Bentz - La città e il quartiere furono distrutti nel 409 a. C. dai Cartaginesi. Abbiamo trovato uno spesso strato di bruciato che copriva le strutture riferibile proprio alla obliterazione dovuta alla distruzione punica".

Un terremoto la rase al suolo

Sempre in lite con la vicina Segesta, Selinunte venne definitivamente sconfitta dai Romani nel 250 a.C. che deportarono in massa la popolazione spopolando completamente il sito. In ogni caso, non si esclude una sporadica frequentazione bizantina in epoca medievale. Il sito venne definitivamente sigillato nel X secolo da un terremoto che rase al suolo anche gli antichi templi.

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Filippo Brandolini

Archeologo specializzato in Archeologia Medievale e Micromorfologia Archeologica del Suolo presso l'Università Degli Studi di Milano.

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