Cultura

Riccardo Chailly: alla Scala fino al 2022

Il maestro è il nuovo direttore musicale del teatro milanese. Con grandi idee

Riccardo Chailly

Stefania Berbenni

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Un Teatro alla Scala che ha una visione, a differenza della nostra politica (come ha recentemente lamentato il ministro Padoan)

Un Teatro alla Scala che non ha il fiato corto perché può e vuole programmare guardando avanti nel tempo, fino a quattro o cinque anni.

Un Teatro alla Scala tricolore nell’animo, ma mondiale nella missione artistica.

È in questa cornice lussuosa e operativa che Riccardo Chailly assume la direzione musicale del tempio del Piemarini e se la data ufficiale è il primo gennaio 2017 quella effettiva è il 25 dello stesso mese, quando il maestro incontra la stampa e spiega la filosofia che lo muove.

Filosofia umana, artistica e pragmatica insieme. “La Scala appartiene al mondo e come tale deve comportarsi con il repertorio avendo attenzione anche alla nuova musica, ai compositori contemporanei. È un fatto di identità: la Scala è Milano, è l’Italia ma è l’intero mondo. Stiamo cercando di riportare al nostro teatro i più grandi direttori viventi e le migliori orchestre. Non voglio che la mia persona invada il cartellone, sia sinfonico sia operistico. Vorremmo inoltre dare spazio a giovani indiscussi talenti. È giusto che sia così”.

 Chailly, il cui nuovo incarico durerà fino al 2022, dice di "non voler essere onnipresente perché penso non faccia bene al teatro".

Eppure, l’impegno del maestro milanese va dalle audizioni alla scelta delle opere, dai nomi da “far ritornare” all’impegno con la Filarmonica, l’orchestra con la quale ha appena inciso un nuovo album Ouvertures, preludes e intermezzi (Decca). E soprattutto Chailly ragionerà sul repertorio da proporre: “Vorremmo partire dai titoli che su questo palcoscenico hanno visto la luce. Ci sarà un ciclo dedicato a Giacomo Puccini ma il prossimo mese di aprile tornerà dopo 200 anni La gazza ladra di Giochino Rossini. E poi, Verdi, Giordano, Donizetti, Cherubini…”.

Molto atteso è il concerto del 25 marzo in memoria dei 150 anni della nascita di Arturo Toscanini. L’11 maggio 1946, nella Milano ancora piena di macerie della guerra, piegata dalla povertà, il mitico direttore inaugurò la Scala ricostruita dopo i bombardamenti: a pagare i lavori erano stati gli stessi milanesi, famiglie storiche e gente comune, uniti in una colletta di cuore, per rivedere vivere il loro teatro. Chailly porterà l'orchestra fra Beethoveen e Verdi.

Lo scorso 7 dicembre, data dell’inaugurazione, Madama Butterfly è stato un successo senza precedenti, seguita su RaiUno in diretta da due milioni e 600mila spettatori.
Un record per un’opera lirica. Chailly era sul podio e ora quello spettacolo sta per diventare dvd (in uscita il 27 gennaio).
Un buon auspicio per questa “ripartenza “ dalla Scala.

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