Rita Fenini

-

Partendo da un’ elaborazione drammaturgica che verte principalmente sulla sottrazione di personaggi per portare la lente d’ ingrandimento solo sui principali, la riscrittura e la messa in scena che il Teatro del Simposio fa della celebre tragedia shakespeariana non perdono il senso della storia e quello che vuole trasmettere l’ autore

Il dramma di Shakespeare viene stravolto nella forma, lasciandone intatto il contenuto e le suggestioni: le streghe, il destino, il fato, l’amore, l’odio, la passione, il potere, i fantasmi, i sogni.

La rilettura vuole focalizzarsi principalmente sui personaggi come uomini, nel loro intimo, non solo in quanto protagonisti di una storia. L’ obiettivo di fondo è l’indagine sulla condizione umana in relazione alla tematica del potere e del suo esercizio.

Tutto accade all’ interno di una festa, di un party, in una scena fatta di proiezioni dove Macbeth, Lady Macbeth e Banquo si trovano soli con le loro coscienze e il loro destino comandato da un Dj in carne ed ossa o forse è solo la proiezione della loro mente. Un mondo allucinatorio, “una favola piena di rumore e di furore” dove il sogno e la realtà si mescolano e dove quel che rimane è l’essenza dell’uomo, dei meccanismi del potere, dell’amore portato alle più cupe conseguenze. Dove tutto può accadere, dove il bello è brutto e il brutto è bello.

Teatro del Simposio
PSYCHEDELIC MACBETH
da William Shakespeare

Dal 26 aprile al 7 maggio 2017 

Spazio Avirex Tertulliano
Via Tertulliano 70

Elaborazione drammaturgica:  Antonello Antinolfi, Giulia Pes e Francesco Leschiera
Regia: Francesco Leschiera
Con: Sonia Burgarello, Alessandro Macchi, Andrea Magnelli, Jacopo Monaldi Pagliari
Scene e costumi: Paola Ghiano e Francesco Leschiera

© Riproduzione Riservata

Commenti