Cultura

Prometeo: il nuovo numero in edicola

Nel numero di marzo il Nuovo Ordine di Hitler, le tormentate vicende della Somalia e gli episodi di vita di alcuni grandi poeti e scrittori

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Gabriella Piroli

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È in edicola il nuovo numero di Prometeo, il trimestrale di scienze e storia diretto da Valerio Castronovo.

L’apertura è affidata all’articolo di Claudio Vercelli che analizza il “Nuovo Ordine di Hitler” soprattutto in riferimento ai progetti di dominio dell’Europa Orientale. Questo saggio, oltre a offrire una cornice storica su alcuni aspetti (non del tutto noti) della politica nazista, affonda lo sguardo anche sui suoi moventi ideologici.

Sempre nell’ambito della storia del Novecento, e in qualche misura correlato, Michela Ponzani presenta con rigore storiografico, ma anche con efficacia narrativa, uno spaccato poco conosciuto del nostro immediato dopoguerra: quello dei bambini nati da relazioni tra donne italiane e soldati della Wehrmacht. A sua volta Donatella Sasso ripercorre le tormentate vicende della Somalia, alla prova della democrazia, in quanto all’orizzonte del Corno d’Africa si profilano alcuni segnali distensivi che consentono di sperare in un epilogo della guerra civile e del neotribalismo armato succeduto alla dittatura di Siad Barre.  

Nel numero di marzo vi sono molti altri spunti. L’epistemologo Luca Sciortino ci conduce alle radici degli stili del pensiero e ai vari passaggi attraverso cui si è trasformato ed è evoluto nel tempo il concetto stesso di sapere e di scienza. Densa e ricca di stimoli è la lunga conversazione con il fisico Carlo Rovelli, che ci aiuta a fare il punto sulla meccanica quantistica sotto il profilo storico ed ermeneutico, con ampie incursioni valoriali soggettive e un quadro complessivo delle implicazioni della teoria dei quanti, nonché sugli abusi concettuali che oggi se ne traggono. Si tratta di un’intervista a tutto campo, che spazia dall’equazione di Heisemberg alle aspettative su altre forme spaziali del vivente.

A sua volta Carlo Bordoni rilancia le idee-forza della critica del turbocapitalismo, delineando una sorta di testamento di Luciano Gallino, il sociologo torinese scomparso nell’autunno scorso, Ernesto Di Mauro ci propone una dotta ricostruzione di due figure lontane nel tempo ma legate fra loro da una similitudine: Sesto Aurelio Properzio e Francesco Torti, entrambi tenuti ai margini nelle rispettive società: a conferma dei difficili rapporti tra letteratura e potere. Ne dà prova inconfutabile anche il servizio di Gabriella Piroli dedicato a episodi di vita di alcuni grandi poeti e scrittori, attraverso vicende e aspetti a volte secondari ma quasi sempre paradigmatici della loro esistenza e della loro opera: da Dante a Shakespeare, da Boccaccio a Leopardi, da Louise May Alcott a Mark Twain, da Dickens a Oscar Wilde e altri ancora.  

Un interessante contributo è quello di Giovanna Flamigni, che rileva come un organo del nostro corpo, la pelle, questa amatissima “figlia del sole”, si presta a una lettura non solo fisiologica ma anche filosofico-antropologica. Continua intanto il réportage dal mondo invisibile, cioè dalla musica, di Gian-Luca Baldi, alle prese con la difficoltà a imporsi della musica classica contemporanea; mentre Francesco Margoni riflette sulla dicotomia realismo- antirealismo nei comportamenti; ed Elena Pulcini sulle correlazioni tra sfide individuali e ambientali nel mondo contemporaneo.  

Infine, l’inserto iconografico, curato da Pepa Sparti, è dedicato ai capolavori del Detroit Institute of Arts in mostra a Genova fino al 16 aprile: bellissime tele di Renoir, Cézanne, Van Gogh, Modigliani, Kandinsky… tra le quali la scelta non è stata certo facile.

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