Ali sulla Marna. L'aviazione militare francese e il mito di Roland Garros

Cento anni fa, gli esordi del servizio aeronautico dell'Esercito francese. Una mostra al Musée de l'Air di Parigi Le Bourget celebra il centenario degli eroi dell'aria d'oltralpe

Edoardo Frittoli

-
 

Quasi sconosciuta come arma di offesa, ma già utilizzata come strumento di ricognizione al servizio delle artiglierie, l'aviazione degli albori si trova nel 1914 coinvolta nella Grande Guerra. Ancora in una fase antecedente alla produzione di serie e ai grandi numeri, l'industria aeronautica europea si trovava ad affrontare la guerra in una fase semi-artigianale.

I francesi erano tuttavia all'avanguardia. Già nel 1909 Louis Blériot trasvolava la manica su un monoplano da lui progettato. L'eredità dei fratelli Wright era raccolta in Europa da personaggi come Farman, Deperdussin, i fratelli Morane, Saulnier, Breguet. 

Quando la Francia entrò in guerra nell'agosto del 1914, i modelli a disposizione erano sostanzialmente pensati per un uso civile, privi di armamenti. Nel 1910 l'artiglieria francese, alle cui dipendenze era il servizio aeronautico, contava in linea solo 7 apparecchi. Proprio nei pressi della Marna, a Chalons-sur Marne, nasce il primo campo attrezzato dell'aviazione militare d'oltralpe. 

Alla metà del 1914 gli aeroplani erano saliti a 148, organizzati in 25 squadriglie. Durante la prima battaglia della Marna, l'apporto della ricognizione aerea fu essenziale, in quanto suggerì al comando francese le mosse delle armate tedesche, permettendo ai francesi il successo della controffensiva.

Nel 1913 un giovane aviatore di Saint-Denis, Roland Garros, aveva stabilito un record di trasvolata rischiando la propria vita. Ai comandi di un Morane-Saulnier aveva trasvolato il Mediterraneo, dal Fréjus a Bizerta, in Tunisia. Allo scoppio della guerra era inquadrato nel servizio aeronautico.

Fu alla fine del 1914 che Roland Garros, per una geniale intuizione, di fatto inventò l'aviazione da caccia. Posizionò una mitragliatrice sulla prua del suo apparecchio, facendo in modo che i proiettili non colpissero l'elica tramite l'applicazione di due coni metallici sulla canna dell'arma. Di lì a poco divenne un asso, con 4 abbattimenti consecutivi di aerei nemici. Fu catturato dai tedeschi nel 1915 e costretto a rivelare il suo segreto. Fokker applicò l'invenzione di Garros ai suoi aerei, creando in questo modo il "flagello Fokker". Liberato nel 1918, ritornò ai comandi ma il 5 ottobre dello stesso anno fu abbattuto nel cielo di Vouziers, nelle Ardenne.

Una mostra al Musée de l'Air di Parigi Le Bourget celebra il centenario degli eroi dell'aria d'oltralpe

© Riproduzione Riservata

Commenti