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Sono trascorsi esattamente 41 anni dalla notte in cui, tra il 1° e il 2 novembre del 1975, a soli 53 anni, Pier Paolo Pasolini moriva assassinato dal 17enne Pino Pelosi "in concorso con ignoti", in circostanze mai del tutto chiarite, sulla spiaggia dell'Idroscalo di Ostia.

L'Italia perdeva troppo presto una delle sue menti più lucide, delle sue voci più eretiche e delle creatività più geniali: fu poeta, romanziere, drammaturgo, cineasta, critico letterario, editorialista, autore di canzoni, traduttore, sceneggiatore e militante politico.

«Non ero sempre d’accordo con lui, però Pasolini aveva un coraggio, una capacità di provocazione straordinari… Dopo la sua morte mi sono sentito un po’ più solo, un po’ più disarmato, diciamo. No, no, con Pasolini ero molto d’accordo, anche quando aveva torto, ecco!» Leonardo Sciascia

Oggi venerato quasi unanimemente come un maestro, Pasolini fu per tutta la sua esistenza una figura solitaria, non integrata, scandalosa, sempre in campo contro ogni potere costituito.

Intellettuale e artista scomodo, libero, imprevedibile, a partire dal suo esordio nella letteratura con Ragazzi di vita (1955), processato per "oscenità", e fino alle durissime traversie giudiziarie che coinvolsero il suo ultimo film, Salò o le 120 giornate di Sodoma (postumo nel 1975), Pasolini dovette fronteggiare nel corso della sua esistenza centinaia di udienze e processi, accusato di volta in volta di atti osceni, vilipendio della religione, corruzione di minorenni, ubriachezza e persino rapina.

Questa raccolta di immagini è un omaggio alla sua memoria.

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