Oggi a Parigi, alla presenza del Presidente francese François Hollande, la Fondazione Chirac ha consegnato il suo Premio per la prevenzione dei conflitti, edizione 2015, nelle mani di Latifa Ibn Ziaten. La donna, musulmana praticante di origine marocchina, è stata premiata per il suo impegno nel dialogo interreligioso e nella diffusione della cultura della coesistenza attraverso l'Associazione per la Gioventù e la Pace da lei fondata, intitolata al figlio Imad ibn Ziaten, "morto per la Francia".

L'11 marzo 2012 suo figlio Imad, paracadutista dell'esercito francese, venne ucciso con un proiettile sparato alla testa, nel primo degli attacchi terroristici compiuti dal 23enne franco-algerino Mohammed Merah. Il giovane militare fu freddato in un parcheggio a Tolosa, dove si era recato per incontrare l'uomo, conosciuto un sito di annunci online, che credeva essere intenzionato ad acquistare la sua moto.

Nei giorni successivi lo stesso terrorista, autodefinitosi un mujaheddin, cioè un combattente della Jihad, la "guerra santa islamica" ucciderà altre sei persone, tra cui tre bambini ebrei a Montauban, e ne ferirà altre cinque, prima di essere identificato dalla polizia e ucciso dopo un assedio durato 30 ore.

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Nata nel 1960 in Marocco, Latifa vive in Francia dal 1977, dove lavora come sorvegliante e addetta all'accoglienza al Museo di Belle Arti di Rouen. Nel suo commovente discorso di accettazione del Prix pour la prévention des conflits la donna - ;già insignita del titolo di Cavaliere della Legion d'onore, l'onorificenza più alta attribuita dalla Repubblica francese - ha chiesto aiuto al Presidente Hollande per aprire i "ghetti" in cui sono chiusi i migranti, favorendo l'integrazione, con particolare riferimento alle banlieues, alle scuole e alle carceri.

Intervenendo nel corso della cerimonia presso il Musée du Quai Branly, Hollande ha garantito alla donna il sostegno della Repubblica, pronunciato un discorso in cui, oltre a condannare gli attacchi subiti ieri da un insegnante ebreo e da una donna musulmana, ha promesso una reazione "terribile, addirittura spietata" agli attacchi terroristici che hanno colpito Parigi lo scorso 13 novembre.

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