Edoardo Frittoli

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"La nuova Citroen è venuta direttamente dal cielo, dal momento che questo superlativo oggetto non attinge più al bestiario della potenza, diventando così spirituale ed oggettiva"

Roland Barthes, 1955

L'impressione che fece la ID/DS al salone dell'auto di Parigi nell'ottobre di 60 anni fa fu così grande da scomodare il padre della semiologia, Roland Barthes. La nuova berlina di fascia alta di casa Citroen pareva venisse da un altro pianeta. In effetti sembrava proprio un ufo, tanto che i francesi la ribattezzarono subito la "soucoupe roulante". Le altre macchine presenti al salone si trovarono invecchiate di colpo, tant'era il concentrato di innovazione rappresentato dalla nuova DS. Non soltanto colpiva il design inedito, dal profilo aerodinamico ma allo stesso tempo panoramico per le grandi superfici vetrate. La novità della casa del double chevron non aveva nulla di convenzionale. L'idraulica dominava la meccanica della nuova berlina, applicata ad un nuovo sistema di sospensioni idropneumatiche, il cui cuore era una sfera riempita per metà di azoto e per metà di liquido idraulico in sostituzione degli ammortizzatori tradizionali a tutto vantaggio della stabilità e del confort di marcia. Anche il circuito frenante era idraulico ed elettroassistito, con il pedale del freno che in realtà era un pulsante sul pavimento del posto guida. Di fianco a lui, nessun pedale della frizione. La DS era equipaggiata da un futuristico cambio semi-automatico a comando anch'esso idraulico, come lo sterzo servoassistito.

Questo concentrato futuribile racchiuso in un guscio affusolato sembrava una scultura. Ed era infatti nato proprio dall'opera di un designer che era anche scultore, l'italiano Flaminio Bertoni. Varesino ed enfant prodige, si trasferì a parigi nel 1931. Qui poco dopo viene assunto in Citroen dove lavora al modello più importante dell'anteguerra: la Traction. Arrestato dai francesi come nemico nel 1940, è liberato dai tedeschi poi di nuovo arrestato come possibile collaborazionista. Liberato per intercessione dei vertici Citroen, riprese il lavoro sul progetto VGD (Voiture Grande Diffusion) dal quale sarebbe nata la DS. 

Il salone di Parigi fece già intendere il futuro successo di quella che sarebbe stata la "dea" delle auto. "DS", infatti, è una sigla che in francese si pronuncia déesse, appunto "dea". Il suo lancio fu una vera svolta per la casa francese, che aveva ancora in listino la vecchia Traction, nata nel 1934. L'unico neo, che sarà eliminato con lo sviluppo successivo era il propulsore. Fu impiegato inizialmente il vecchio 1,9 litri della Traction che erogava solo 75 cv, troppo pochi per una vettura di quelle dimensioni e con quelle velleità. Tuttavia, alla fine del salone del 1955 gli ordini erano già 12.000. Negli anni sessanta la berlina Citroen, nonostante il prezzo elevato, spopolò. Fu impiagata anche nei rally, diventò cabriolet grazie all'intervento di carrozzieri come Chapron. Diventerà familiare nella versione "break", declinata lungamente come autoambulanza. Nell'agosto del 1962 una DS salvò la vita al presidente Charles de Gaulle. Mentre percorreva la strada scortato ed assieme alla moglie, fu fatto bersaglio dal fuoco di armi automatiche di alcuni terroristi del' OAS, l'estrema destra contraria all'autonomia dell'Algeria promossa dal generale. La DS se la cavò benissimo nella sparatoria rocambolesca. colpita più volte la "dea" di De Gaulle riuscì a tenere la strada in piena corsa, nonostante due pneumatici forati. La robusta struttura fermò uno dei proiettili che andò ad arrestarsi proprio sul sedile posteriore dove sedeva il presidente. 

Nel 1969 il restyling più importante per la DS. Cambia il frontale ed i fanali diventano quattro racchiusi da un vetro affusolato che nasconde un'ulteriore novità: sono i proiettori orientabili collegati al movimento dello sterzo. I motori aumentano di potenza e raggiungeranno alla fine della produzione i 141 cavalli della DS23i.d. prodotta dal 1972. Nel 1969 usciva di scena la versione economica della DS, la ID, mentre già dal 1965 era disponibile l'allestimento "top di gamma" chiamato "Pallas" dall'appellativo della dea greca Atena. 

Nel 1973 la crisi petrolifera colpì il mercato dell'auto, compresa la ormai datata ma sempre affascinante berlina Citroen. Nello stesso anno le fu affiancata la CX, sua figlia naturale. L'ultima vettura della stirpe divina uscì dallo stabilimento il 24 aprile 1975, dopo vent'anni di gloria. E 1.456.115 Déesse prodotte.

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