Cultura

'Morte di un magnate americano' di Hans Tuzzi

Libro scritto sotto pseudonimo da Adriano Bon, incomparabile bibliofilo e giallista, ha il sapore del kolossal e la finezza di una ricerca accademica

Negli Stati Uniti gli acronimi sono solo per i grandi. Jpm, John Pierpont Morgan, è stato uno dei più grandi finanzieri del mondo e della storia. Di come l’America, da lui salvata nel 1907, lo idolatrasse e invidiasse. Delle inestimabili collezioni d’arte protette dalla sua casa-museo. Dei suoi segreti immortali e incubi, sensi di colpa, ombre e mai guarita depressione. Della sua grandezza e della potente rete di banche, entrambe oggi anacronistiche. Ma soprattutto di come morì, a Roma, nel marzo 1913, narra questo libro.

Perché leggerlo
Scritto sotto pseudonimo da Adriano Bon, incomparabile bibliofilo e giallista, ha il sapore del kolossal e la finezza di una ricerca accademica. Dotto su luoghi ed epoca senza perdere tenerezza e punto di vista, riesce nell’impresa di rendere immortale l’eroe svelandone le imperfezioni.

Morte di un magnate americano di Hans Tuzzi
(Skira, 172 pagine, 15 euro)

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