Edoardo Frittoli

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I volti dei Presidenti di Mount Rushmore e il Toro di Wall Street, due tra i monumenti più famosi degli Stati Uniti, sono stati scolpiti da mani italiane. Era nato a Meduino in provincia di Pordenone il "master carver" Luigi Del Bianco, cui fu affidata la direzione dei lavori del Mount Rushmore National Monument, dopo gli anni di gavetta come scalpellino emigrante. E' Siciliano naturalizzato statunitense l'artista Arturo Di Modica, autore del "Charging Bull" che dal 1987 simbolegga la carica finanziaria della Borsa di New York. Per celebrare la figura di Dante Alighieri si scomodò nel 1921 perfino il Presidente Coolidge, che si trova ritratto accanto al promotore del monumento Salvatore M. Pino, in rappresentanza del giornale "Il Progresso Italo-Americano".

In mezzo alla recente polemica sulla rimozione dei monumenti la cui simbologia rimanderebbe ad un passato inquinato da razzismo è finito proprio l'italo-americano Bill DeBlasio, attuale sindaco di New York. Il primo cittadino è stato contestato dalla stessa comunità italo-americana dopo aver ventilato alla fine di agosto la possibilità della rimozione delle statue di Cristoforo Colombo per i crimini che quest'ultimo avrebbe compiuto nei confronti delle popolazioni indigene. La scintilla che ha acceso lo scontro negli Usa sulla rimozione delle statue "scomode" era da poco scoccata a Charlottesville, in Virginia. All'inizio di luglio, la proposta dell'amministrazione locale di rimuovere la statua del Generale Lee aveva scomodato i suprematisti del Ku-Klux Klan che erano scesi in piazza a difendere l'anima sudista rappresentata dal protagonista della Guerra di Secessione.

Dopo il generale, lo sguardo si è spostato sul genovese Cristoforo Colombo, simbolo della colonizzazione europea dell'America. Pochi giorni dopo le dichiarazioni di DeBlasio, una statua del navigatore simbolo della comunità italo-americana è stata ritrovata decapitata in un parco di Yonkers, sobborgo di New York.

A Chicago, l'amministrazione cittadina guidata dal sindaco Rahm Emanuel ha comunicato recentemente l'intenzione di rimuovere dal Burnham Park la colonna commemorativa della trasvolata atlantica del decennale di Italo Balbo, donata alla città che fu tappa dell'impresa che celebrò il fascismo nel mondo. Per salvaguardarla, si è mosso il sindaco leghista di Sesto Calende che ha lanciato un appello all'amministrazione di Chicago perché permetta il trasporto del monumento nella cittadina nei pressi di Varese dove furono costruiti gli idrovolanti che accompagnarono gli aviatori del ventennio nell'impresa.

Negli Stati Uniti e in Canada, i monumenti a personaggi della storia e della cultura italiana sono molti, concentrati maggiormente negli stati della East Coast dove la comunità italo-americana è storicamente più numerosa. Accanto al contestato Cristoforo Colombo ci sono Dante Alighieri, Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini, ma anche statue celebrative del lavoro degli immigrati in America, memoriali, targhe e busti di personaggi illustri di origini italiane che fecero la storia dell'industria, dell'arte, dello spettacolo e della scienza d'oltreoceano come l'ex sindaco di New York Fiorello LaGuardia o Charles Poletti, che fu governatore dello Stato di New York con Roosevelt e poi Comandante dell'Amministrazione Alleata dallo sbarco in Sicilia del 1943 alla fine della guerra.

Tra le raffigurazioni più diffuse nel territorio statunitense spicca quella di Guglielmo Marconi. Chissà se dopo Colombo toccherà all'inventore della radio essere oggetto dell'iconoclastia per la sua supposta partecipazione al progetto del "raggio della morte" oppure ad Enrico Fermi per il suo ruolo nello sviluppo della bomba atomica?

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