Cultura

Maroè, La timidezza delle chiome

Pietro Maroè, giovanissimo tree-climber, spiega nel suo primo saggio l'importanza di prendersi cura degli alberi, i nostri migliori amici

Pietro Maroè è un giovane arboricoltore: ad appena ventiquattro anni è perito forestale, tree-climber professionista e fondatore di SuPerAlberi, con cui si occupa della cura e della salvaguardia degli alberi monumentali. La timidezza delle chiome (Rizzoli, 2017), è il suo primo libro, nato per diffondere, con competenza, chiarezza e una gentilezza d’animo che si percepisce a ogni riga, una corretta informazione sugli alberi e le loro necessità, di cui troppo spesso e stupidamente ci dimentichiamo.

Di padre in figlio

Maroè, come viene raccontato nella prefazione dal padre, Andrea Maroè, uno dei primi arboricoltori e tree-climber italiani, è cresciuto con la passione degli alberi e la voglia di emulare un genitore che, fin da quando è piccolissimo, gli insegna ad arrampicarsi e perdersi tra le fronde. Andrea Maroè, lo confessa lui stesso, all’inizio non vede di buon occhio la passione del figlio: è un lavoro faticoso, che ti spezza le ossa, e preferirebbe che Pietro scegliesse una professione più semplice.

Ma al cuore non si comanda, e il padre deve accettare che il figlio, come lui e come suo nonno prima ancora, ami prendersi cura di giganti verdi, ascoltare le loro silenziose necessità, interpretare gli impercettibili movimenti del fogliame.

Un equilibrio fragile              

Tutto l’amore di Pietro Maroè per gli alberi traspare nel saggio appena uscito con Rizzoli, in cui prova a rendere alla portata di tutti un argomento estremamente specifico. Conoscere i piccoli e grandi processi degli alberi significa imparare a “concepire le reali possibilità che ti offre la vita, con misure e parametri diversi”. Le piante, infatti, a differenza di noi uomini, svegli, veloci e con una vita breve, hanno evoluzioni lente, della durata di una stagione o di centinaia di anni. Capire di cosa hanno bisogno, dunque, non è impresa facile: bisogna saper interpretare la crescita dei rami, riconoscere le loro gemme, capire, ad esempio, quando una pianta è malata o quando ha sviluppato un perfetto equilibrio con il suo parassita.

Ogni albero, poi, ha delle necessità individuali, che non dipendono soltanto dalle sue caratteristiche ma anche dal contesto ambientale e dalla sua storia. Per questo Pietro Maroè formula un chiaro j’accuse contro le potature errate, che disseminano i viali delle nostre città di alberi con la chioma a forma di “scopa di saggina” e che con l’andare del tempo aumentano i problemi e i rischi che una pianta può correre, invece di arginarli.

Insomma, anche le piante possono provare stress, e una causa, oltre ai fenomeni naturali, sono proprio gli uomini: troppo spesso non ci rendiamo conto di come le nostre azioni influenzino pesantemente l’ambiente in cui viviamo.

Gli alberi, per Pietro Maroè, devono essere considerati come dei veri e propri pazienti, le cui necessità vanno assecondate ed ascoltate. Degli amici silenziosi da curare e a cui assicurare una vita che, inevitabilmente, sarà più longeva della nostra.

Pietro Maroè
La timidezza delle chiome
Rizzoli, 2017
198 pp., 17 euro

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