Cultura

Marcello Dudovich, fotografia fra arte e passione. In mostra a Chiasso

Nell’ambito della Biennale dell’immagine di Chiasso Bi11, una grande mostra dedicata a Dudovich, uno dei padri della cartellonistica e punto di riferimento della grafica pubblicitaria del Novecento

Con oltre 300 opere - tra cui 200 fotografie vintage inedite, 32 manifesti originali, 25 schizzi e bozzetti, oltre a riviste dell’epoca, lettere, cartoline e documenti, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private - la mostra in programma al m.a.x. museo di Chiasso sino al 16 febbraio 2020 indaga il particolare rapporto tra fotografia e cartellonistica nell'opera di uno dei più famosi artisti e pubblicitari italiani del XX secolo: un percorso suggesivo e completo, che dall’ispirazione data dalla fotografia passa al bozzetto a matita o a tempera, fino al manifesto finito.

Il percorso espositivo

Curata da Roberto Curci e Nicoletta Ossanna Cavadini, il percorso si apre con alcuni scatti giovanili di Dudovich (in cui l’artista è modello di se stesso in pose raffinate e un po’ dandy) e prosegue con il periodo tra le due guerre (1920-1935), che ne segna l'apice della carriera anche da un punto di vista imprenditoriale: da responsabile e direttore artistico della società Star-IGAP, Dudovich curava infatti la creazione, distribuzione e affissione dei manifesti murali in tutta Italia

Diversi i soggetti cui s’ispirava per realizzare le sue opere di cartellonistica, dalla vita nei campi a quello dell’universo femminile: in  questo caso, a fargli da modelle erano spesso attrici note e famose, tutte legate al mondo dello spettacolo, da Gea della Garisenda a Maria Melato, da Nella Regini a Ines Lidelba, all’amica Pina Brillante

E' interessante notare come gli spunti dei suoi lavori provenissero spesso da scatti realizzati dallo stesso Dudovich, talora con scene quasi estemporanee e casuali che coinvolgevano familiari e amici, che si ritrovano poi in un buon numero di manifesti

Di particolare interesse, all'interno del percorso espositivo, un focus dedicato al legame con Leopoldo Metlicovitz, uno dei padri del moderno cartellonismo italiano, del quale sono esposte venti fotografie inedite, tutte provenienti dal Civico Archivio Fotografico di Milano

Marcello Dudovich, note biografiche

Nato a Trieste il 21 marzo 1878, da famiglia di origini dalmate, dopo aver frequentato con scarso profitto le scuole Reali, si iscrive alla Scuola per capi d’arte - Sezione di pittura decorativa ed è  introdotto da un cugino nell’ambiente dei pittori cittadini (ammira soprattutto l’opera di Arturo Rietti) e del Circolo Artistico triestino.

Nel 1887 Dudovich si trasferisce a Milano - sotto la guida del direttore tecnico delle Officine Grafiche Ricordi, il triestino Leopoldo Metlicovitz - e quattordici anni dopo si trasferisce a Bologna, dove lavora per il noto editore Edmondo Chappuis, che gli affida alcune opere cartellonistiche.

Sempre nel capoluogo emiliano, all’inizio del Novecento inizia a collaborare come illustratore per le copertine di numerose riviste e conosce Elisa Bucchi, giornalista di moda che diventerà sua moglie e con la quale - nonostante i molti dissidi e le lunghe separazioni - il rapporto affettivo rimarrà strettissimo fino alla morte di lei
 
Nominato nel 1909 socio onorario dell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dopo una brve parentesi di vita a Monaco di Baviera, allo scoppio della guerra mondiale Dudovich torna definitivamente in Italia e, nel 1920, si stabilisce a Milano, dove si mette in proprio fondando assieme all’avvocato Arnaldo Steffenini una società editrice, la Star: inizia così coi grandi magazzini milanesi della Rinascente una lunga e fruttuosa collaborazione, che si protrarrà fino agli anni Cinquanta con una serie di manifesti realizzati per le varie “stagioni” di moda o per particolari avvenimenti (fiere del bianco, vendite speciali, ecc.).
 
Tra il 1936 e il 1937 trascorre un lungo soggiorno in Libia, dove forse collabora a qualche iniziativa artistica nella colonia nordafricana, mentre negli anni della Seconda Guerra Mondiale vive tra Milano, Varese e la Riviera romagnola, a Riccione e a Rimini.

Si dedica sempre più assiduamente alla pittura pura, prediligendo i lavori a tempera e riprendendo soggetti e temi della Belle Epoque e dal 1942, con mostre a Pallanza e a Milano, comincia a esporre in numerose, fortunate personali, che si andranno infittendo nel decennio successivo.

Nel 1951 compie un nuovo viaggio in Libia: esegue ritratti femminili e a Tripoli, al Circolo degli Italiani e nell’Ufficio di informazioni degli Stati Uniti, vengono allestite sue mostre personali.

Al Congresso nazionale della pubblicità di Firenze del 1960 gli viene conferita la medaglia d’oro del Premio “Vita di pubblicitario”.
 
Muore a Milano, nella notte tra il 31 marzo e il 1° aprile, all’età di ottantaquattro anni. Verrà sepolto con tutti gli onori nel Cimitero monumentale di Milano.

La mostra, informazioni tecniche

La mostra "MARCELLO DUDOVICH (1878-1962). fotografia fra arte e passione", sarà visitabile sino al 16 febbraio 2020 negli spazi del m.a.x. museo (Via Dante Alighieri 6) di Chiasso (CH)

Orari: dal martedì alla domenica, ore 10.00 – 12.00 e 14.00 – 18.00

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