Marcel Proust, l'album fotografico
Marcel Proust, l'album fotografico
Cultura

Marcel Proust, l'album fotografico

La Recherche negli scatti (e nelle parole) di Roberto Peregalli

Parlare di Marcel Proust è un esercizio di stile. Primo, perché l'argomento (e le sue meravigliose pagine di Recherche) mette in soggezione anche il critico più smaliziato. Secondo, perché, nel corso di questi cento anni, su Proust e la sua produzione si è scritto veramente di tutto (e il suo contrario). Terzo, perché forse quell'opera, così preziosa e lontana dal nostro attuale modo di vivere, va assaporata in purezza: parla il linguaggio degli universali e richiede al lettore un atto di immersione totale.

Ma mai nessuno sino ad ora aveva provato a trascriverla in forma di immagini. O meglio, a rappresentarne il sottotesto, quel tracciato sul quale si muovono i personaggi, gli avvenimenti e gli stati d'animo, che nel racconto quasi non si vede. Si percepisce, si impara a conoscere, ma è appunto uno sfondo. A dargli vita ha pensato Roberto Peregalli, architetto e filosofo milanese, nel suo libro Proust Frammenti di immagini, uscito oggi per Bompiani.

Come fosse una ricerca attorno a La Ricerca del tempo Perduto, quello di Peregalli è un testo evocativo, corredato di 320 piccole fotografie, scattate dall'autore, che creano una chiave di lettura inedita e molto interessante. Vicina alla contemporaneità, perché fanno dell'immagine un mezzo di comunicazione, e al contempo tornando a Proust come fosse un archetipo: l’amore dell’autore per la fragilità e la caducità delle cose, per i dettagli più insignificanti che formano la grandezza della nostra vita, in perfetto spirito proustiano. Un esperimento quasi dissacrante, pensato anche per una prossima trasposizione cinematografica. Allora, il commento resta uno solo: guardate il libro in attesa di leggere il film.

Roberto Peregalli, Proust, frammenti di immagini, Bompiani.

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