Cultura

Il ritratto dell'anima del mondo

Una mostra fotografica itinerante con partenza a Brescia l'8 Dicembre, affiancata da un saggio, si propongono di mostrare in immagini e parole i modi di rivelarsi dell'anima mundi, concetto caro ai filosofi a partire dall'antichità.

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Redazione

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A partire dall’8 Dicembre 2019 fino al 2 Febbraio 2020 la galleria Arte di Brescia (via Moretto 2/B) ospiterà la mostra fotografica “Ritratto dell’anima del mondo”: fotografie di viaggio e di reportage di Luca Sciortino, scrittore e firma di Panorama, che raccontano in parole e immagini come si rivela nelle nostre vite e nei nostri viaggi quella che molti pensatori, da Platone in poi, chiamavano anima mundi. 

Ad affiancare la mostra un libro dall’omonimo titolo “Ritratto dell’anima del mondo. Saggio sulla realtà in pensieri e immagini” (Editrice il Torchio) che contiene le immagini della mostra e approfondisce il tema fondendo filosofia, arte e immagine. Dell’idea di “anima del mondo” sono state proposte diverse versioni a partire dalle cosmologie orientali e dal pensiero di Eraclito e Platone.

Se l’anima di un essere umano può essere pensata come la totalità dei tratti che formano la sua personalità, allora anche quella dell’universo può essere immaginata come un complesso di tratti distintivi e disposizioni rintracciabili nel mondo dei fenomeni. Il saggio si chiede: quali sono gli eventi che suggeriscono l’esistenza dell’anima del mondo o rivelano alcuni dei suoi tratti? In che senso differiscono da altri eventi che si perdono nel flusso indistinto e ininterrotto del tempo? Come ci emozionano? Possono essere catturati da una fotografia?

Sciortino riflette su queste domande intrecciando filosofia, letteratura di viaggio, poesia e critica della fotografia. Ne emerge un avvincente racconto, corredato da bellissime fotografie, di come la bellezza raggiunge i nostri cuori, muove la nostra immaginazione e ci rivela l’essenza delle cose. «Ci sono idee che attraversano i secoli. Quella di anima mundi fa parte di quelle idee universali che circolano nella storia, magari cambiando qualche volta il nome» dice Ludmilla Barrand, docente di Teoria dell’Arte all’École nationale supérieure des beaux-arts di Lione, nella prefazione al libro «È stata formulata esplicitamente dai filosofi, avvertita confusamente dagli amanti della natura, ritrovata dagli artisti, ma la nostra epoca esita ancora a trovarle un nome e restituirle una vita. Oggi che la natura è sfruttata all’eccesso, che la tecnica ha inaridito il nostro rapporto con il cosmo, che le culture si omogenizzano, forse non è mai stato così urgente rinnovare il dialogo con l’anima del mondo, ritrovare nuove forme di sentire e vedere, e con queste una giustezza nella nostra maniera di vivere. È proprio a questo che ci invita Luca Sciortino: a una riflessione sul posto dell’uomo di fronte al mondo, nutrita di filosofia e di curiosità, a un addestramento dello sguardo. Perchè lo sguardo si costruisce e con esso il nostro rapporto con il mondo. L’occhio ci libera dalla tirannia del discorso e dall’inaridimento del pensiero».

 Libro e mostra formano un percorso integrato: immagini dei bassifondi di Beirut, dei deserti del Namib e del Sahara, dei laghi della Siberia, dei villaggi Hmong del sud della Cina e altre ancora aprono un dialogo per un instante appena, il tempo di una foto, il tempo di una sensazione fugace che è però il saggio a continuare a nutrire e illuminare. Dopo Brescia, la mostra fotografica andrà a Milano, poi a Padova e in altre città italiane.




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