Cultura

L'operazione Market Garden: il fallimento del "secondo D-DAY"

Dal 17 al 27 settembre 1944 fu lanciata dagli Alleati la più grande operazione aviotrasportata della storia. Senza i risultati del giugno precedente

market garden cover

Edoardo Frittoli

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L'operazione Market Garden, lanciata soltanto tre mesi dopo il D-DAY, fu la più grande operazione aviotrasportata della storia. Più di 30.000 soldati americani e inglesi furono paracadutati in più ondate dietro le linee nemiche. Il teatro delle operazioni era il confine tra Olanda e Germania, l'obiettivo quello di prendere gli 8 più importanti ponti sul Reno per permettere alle armate corazzate di puntare dritto al cuore del Reich. La speranza, quella di porre fine alla guerra entro il Natale del 1944.

 

Tuttavia, sin dalla prima fase della preparazione, forti divergenze strategiche erano sorte presso i comandi alleati tra gli inglesi e gli americani. I primi, con Montgomery, erano decisi ad un'azione concentrata da Nord tramite un massiccio impiego di truppe aviolanciate. I secondi, con Eisenhower propendevano per un duplice attacco congiunto su un fronte settentrionale e uno meridionale. Alla fine passò il piano di Montgomery, che prevedeva l'utilizzo dei paracadutisti di due divisioni Usa (la 82a e la 101a) e due britanniche (1a e 6a). L'operazione affidata alle divisioni aviotrasportate fu definita "Market", mentre le divisioni corazzate avrebbero dovuto avanzare in ausilio dei paracadutisti per consolidare le zone liberate dai primi. Il 17 settembre ben 2083 velivoli martellarono le postazioni della contraerea tedesca, già in parte evacuata. Poi verso mezzogiorno cominciarono gli sbarchi dagli alianti e infine i paracadutisti. Nel primo pomeriggio sul suolo olandese si erano posati 20.000 soldati alleati. 

Tuttavia, nonostante la netta superiorità di forze degli angloamericani, si trovavano presso la zona dei lanci due divisioni corazzate delle Waffen-SS, la "Hohenstaufen" e la "Frundsberg".  I generali Model e Student organizzarono con grande rapidità la difesa dei ponti stradali, chiedendo e ottenendo da Hitler forti rinforzi dal Belgio. Inoltre nel pomeriggio i tedeschi erano riusciti ad impadronirsi dei piani d'attacco alleati recuperandoli da un aliante inglese precipitato. Arrivarono anche 300 caccia della Luftwaffe che cominciarono a bombardare la linea di rifornimento alleata lungo la via detta Club Route. Ad Arnhem gli inglesi dovettero far fronte al fuoco dei cecchini, mentre la situazione dei ponti precipitava per gli alleati: molti di questi erano stati fatti saltare o sabotati dai tedeschi.

Poi ci si mise il maltempo ad ostacolare i lanci degli alleati, ritardando rinforzi e rifornimenti mentre i tedeschi, a conoscenza dei piani, occupavano le zone di lancio. La lotta più aspra si ebbe nella zona di Njmegen e Arnhem. Qui gli anglo americani cercarono di tenere le posizioni nonostante le difficoltà di rifornimento. Dopo ulteriori tre giorni di strenua resistenza gli inglesi dovettero cedere per primi le posizioni alla fragile testa di ponte di Arnheim, mentre le divisioni corazzate tedesche ricevevano ulteriori rinforzi e facevano saltare gli altri ponti non presidiati dagli alleati. La più grande operazione aviotrasportata della storia falliva lungo le sponde del Reno, prolungando per altri mesi a venire la sconfitta del Terzo Reich. Gli angloamericani sacrificarono nell'impresa più di 17.000 uomini, senza tuttavia raggiungere l'obiettivo principale del controllo dei ponti sul Reno.

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