Cultura

Liste di fine anno: otto motivi per cui ci piacciono tanto

La curiosa e interessante analisi (in lista) del New Yorker

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Noi stessi ne facciamo a decine non appena mettiamo bene a fuoco che l'anno, a breve, si concluderà. Guardate qui: Il meglio del 2013 , un elenco di liste di tutto ciò che è stato più bello, più brutto, più interessante, più notevole nel 2013. E non finisce qui, altre saranno pubblicate e altre ancora. Ma perché ci piacciono tanto le liste e perché proprio alla fine dell'anno?

Umberto Eco parlò di questo tema in modo esemplare allo Spigel dopo aver dedicato all'argomento il libro La Vertigine della lista. Amiamo le liste perché non vogliamo morire. Eccessivo? Non proprio: fare le liste (e leggerle) secondo Eco vuol dire esplorare tutto lo scibile umano, raccontarlo dall'inizio alla fine (come consente di fare una lista), con l'obiettivo ben più grande: sconfiggere la morte che ci impedisce di esplorare tutto l’infinto.

Comunque la si voglia vedere il tema appassiona eccome. In questi giorni (mentre noi continuiamo a pubblicare le nostre liste) ce ne parla il New Yorker in modo molto ironico: le liste di fine anno un modo per sconfiggere la morte? Forse, ma forse è anche il contrario, ci dice il prestigioso settimanale che stila otto motivi per cui ci piacciono tanto questi elenchi. Eccoli:

- Partiamo dal concetto vicino a Umberto Eco. Il New Yorker concorda con lui ma invita a riflettere anche sul fatto che la lista è qualcosa di definito che inizia e finisce. Chiudere tutto il "best of" in un elenco è proprio il modo per racchiudere tutti insieme i concetti per noi "chiave" prima che arrivi la fine.

- Senza filosofeggiare troppo... le liste fanno risparmiare tempo (e sotto le feste è molto importante).

- E in più in tempo di Natale aiutano a organizzare le idee.

- Tornando a filosofeggiare... anche nel Giorno del Giudizio, il Libro della Vita propone la lista dei giusti e la fine dell'anno è vista un po come la conclusione di una vita e quindi avere delle liste di "buoni" e "cattivi", "migliori" e "peggiori" ci aiuta a tirare le somme.

- Dice il New Yorker: nel mondo capitalista in cui viviamo il realismo prevale sull'idealismo. E cosa è più reale, concreto e specifico di una lista?

- Le liste ci aiutano a trasformare il tempo etereo e infinito in qualcosa di concreto e controllabile. Per questo ci piace quando ci viene suggerita una sintesi di un mondo vasto.

- Il nostro tempo è scandito dal "conto alla rovescia": l'anno finisce e ricomincia, la nostra mente è abituata a seguire un ordine numerico. E le liste di sposano perfettamente con questa necessità.

- Censire, contare, elencare ha un non so che di magico. Riporta al mondo delle streghe, delle credenze antiche quando per allontanare la cattiva sorte durante il solstizio di inverno si sacrificavano vite umane. Più erano, maggiore sarebbe stato l'effetto benefico nei confronti delle divinità. Fare le liste è il nostro modo per sfidare la sorte, facendo nomi e numeri.

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Leggi il testo integrale: Eight reasons why we love end-of-the year lists

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