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Vincent, Qualche breve lezione sul cervello

Jean-Didier Vincent spiega un oggetto complicato e misteriosissimo: il cervello umano

Jean-Didier Vincent, Qualche breve lezione sul Cervello (Ponte alle Grazie, 2016)

Matilde Quarti

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Qualche breve lezione sul cervello (Ponte alle Grazie 2016) di Jean-Didier Vincent, professore parigino di Fisiologia, fa parte di quel fortunato filone di brevi testi di divulgazione in cui l’autore, nei panni di un nonno o di un padre, risponde alle domande di nipoti o figli. L’escamotage – che sono convinta nella maggior parte dei casi non sia pura finzione ma derivi da reali conversazioni, certo più casuali e meno costruite – è dei più riusciti, perché consente di costruire un discorso lineare e comprensibile a un vasto pubblico che, con ogni probabilità, non sa quasi nulla dell’argomento in questione.

Argomento che, come si sarà capito, in questo caso è il cervello, organo fondamentale e misteriosissimo. Biologia, fisiologia e metafisica si uniscono per studiarlo e spiegare quella cosa che ci caratterizza in quanto esseri umani: il pensiero razionale.

Una scoperta elettrizzante
Ho scritto biologia, fisiologia e metafisica: mi sono dimenticata della fisica! Sì perché già nel Settecento una querelle su un argomento a quel tempo impensabile aveva opposto due grandi nomi come Alessandro Volta e Luigi Galvani: si trattava dell’elettricità animale.
C’è voluto un altro secolo e altri due scienziati da capogiro, Matteucci e Du Bois-Reymond, per dimostrare il passaggio di corrente lungo i nervi tra due punti di uno stesso muscolo leso.
La questione poi, per quanto riguarda il cervello, diventa ancora più interessante: parliamo sempre di nervi e di impulsi ma il nervo ottico trasporta informazioni visive e quello uditivo suoni. Vorrà forse dire che è il cervello a interpretare le informazioni?

Animali diurni
Se la notte ci viene sonno e con la luce ci svegliamo non è solo per convenzione, ma è un effetto del nostro orologio cerebrale, una sorta di interruttore del sonno e della veglia.
La vista umana, infatti, non è sviluppata per vedere bene dopo il tramonto, al contrario di quella del nostro gatto, che si sveglia e ci sveglia in piena notte. Gli occhi dei predatori sono fatti per scrutare nelle tenebre: un leone non ha certo paura di venire attaccato e può permettersi di dormire in pieno giorno, mentre animali più deboli hanno bisogno di essere reattivi durante le ore di luce.

Ma cosa succederebbe a un essere umano costretto a vivere in un bunker sotterraneo senza nessun orologio? Manterrebbe il proprio ritmo circadiano, che, però, non è di ventiquattro ore come le giornate, ma di ventiquattro ore e venti minuti. Dunque continuerebbe a spostare inconsapevolmente il momento del sonno in avanti di venti minuti ogni sera: un mese dopo il nostro uomo del bunker finirebbe con l’andare a dormire alle otto della mattina!

Odori e sapori
Una rosa, anche con un altro nome, manterrebbe il suo profumo, diceva Giulietta a Romeo. È una grande verità, ma è anche vero che il dolce profumo della rosa non esisterebbe se non ci fosse un essere vivente a sentirlo. Questo perché è il cervello a ricostruire un’immagine olfattiva dai dati sensoriali, proprio come succede con la vista! Insomma, la rosa ha un odore solo se nei paraggi c’è un recettore pronto ad annusarla!
E il gusto? Anche nel suo caso parliamo di recettori: riconoscere un sapore è fondamentale per la sopravvivenza degli esseri viventi. Per esempio l’amaro, sapore che spesso coincide con sostanze nocive, è percepito fin dalla primissima età sia dai bambini che dai cuccioli degli animali.

Una memoria tante memorie
Parlando di cervello non si può non parlare di lei, unico filo conduttore della nostra vita: la memoria. La sua attività coincide con l’attività stessa del cervello, tiene le tracce del passato e, grazie all’elaborazione dei ricordi, produce sentimenti e rende possibile tutte le azioni che compiamo nelle nostre giornate.
La memoria però non è solo una: ci sono tante memorie, distinte in base a contenuti e durata. Un esempio? Il ricordo del giorno della laurea o quello del proprio matrimonio sono custoditi dalla memoria episodica.

E l’oblio? E la costruzione del linguaggio? Le domande sul funzionamento del cervello sono davvero tante, e Jean-Didier Vincent cerca di rispondere a quelle di suo nipote come a quelle dei suoi lettori.

Jean-Didier Vincent
Qualche breve lezione sul cervello
Ponte alle Grazie, 2016
136 pp., 12 euro

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