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Venti di Passione, le coppie del cinema

Santi Urso racconta sentimenti e risentimenti negli amori dei divi. Da Hollywood alla Costa Azzurra, passando per Cinecittà

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Gigi Radice

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Che coppie, ragazzi! Poco importa che alcune siano durate una vita e altre si siano consumate in un backstage di un set di Hollywood. Ciò che conta per entrare nella selezione di Venti di Passione è l’intensità con cui sono stati vissuti questi attimi, spesso e volentieri, fuggenti.

Ci sono amori che hanno fatto parlare (e scrivere) molto e altri, come quello tra Paul Newman e Joanne Woodward, la cui discrezione è stata il mantra che (forse) l’ha preservato. In un caso o nell’altro questi amori spesso fotografati o paparazzati per diventare e dare forma al gossip hanno avuto interpreti straordinari. E non solo perché molti di loro erano attori.

Passioni, drammi, tradimenti e gelosie sono andati ben oltre showbiz e pettegolezzo. Per farsene un’idea è sufficiente leggere la lettera scritta da Alain Delon all’amata Romy Schneider o ripercorrere le scorribande non solo sentimentali di Steve Mc Queen, eterno ragazzo morto a 50 anni dopo una vita che sfiora la leggenda.

Esagerazioni? Macché: l’irrequieto Steve aveva già rimandato il suo appuntamento con la morte. Di 11 anni. Scampò infatti al massacro perpetrato da Satana Manson nella villa di Bel Air la sera del 9 agosto 1969. Sebbene invitato dalla padrona di casa, Sharon Tate, Steve dovette rinunciare: quella stessa sera era stato oggetto di un tentativo di rapina e aveva scaricato il caricatore della 38 che portava con sé sui due ladruncoli. Per sciogliere la tensione post scontro a fuoco decise di cambiare programma e di dedicarsi alle grazie di Marla Douce.  

Dei drammi familiari (violenze comprese) di Marlon Brando sono state riempite paginate di settimanali rosa, trascurando però le sue origini di giovane attore dibattuto tra i desideri di rivincita di mamma Dorothy, a sua volta attrice fallita e alcolista, e di un padre per il quale tutto quanto faceva spettacolo era roba da donne o da checche.
Il mito (e soprattutto le curve) di Brigitte Bardot ha acceso più di un fuoco sulle spiagge della Costa Azzurra e dell’Esterel, così come Sean Penn ha allargato gli orizzonti di Madonna, «material girl» stregata dalla fantasia erotica 
e dall’esuberanza dell’enfant terribile. Una storia a tinte forti e ricca di eccessi determinati anche dal carattere a dir poco focoso dell'attore. Penn odiava a tal punto paparazzi e gossip da scrivere sulla sabbia prospicente la villa di Malibu dove si megafesteggiava la neo coppia un gigantesco «Fuck» ben leggibile anche dai paparazzi a bordo degli elicotteri come Robert Duvall in Apocalypse Now. E nel timore che le lenti dei teleobiettivi degli incursori distorcessero e rendessero incomprensibile il messaggio, il neosposo si palesò sul terrazzo con una calibro 45 e sparò qualche colpo per non lasciare margini di dubbio ai curiosoni...

Eccessi e «coupe de theatre» che, oltre a fornire all’autore un’interminabile serie di aneddoti e curiosità, danno anche forma al mito, anzi ai miti di queste coppie. Tutte a loro modo protagoniste di quei brividi caldi che molti sognano e che spesso, intimoriti, spiano dal divano della loro quotidianità. Come voyeur di avventure.





Venti di Passione, Santi Urso
Edizioni Gwmax
, pagg. 150
, euro 14


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