Il veleno nel piatto: 3 libri sul cibo e sui rischi dell’alimentazione

Quali pericoli si annidano in ciò che mangiamo e cosa rappresenta il cibo nella storia dell’uomo? I saggi da leggere e i consigli da seguire

Particolare della copertina del libro edito da Feltrinelli

Filippo Maria Battaglia

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“Dobbiamo riappropriarci del contenuto dei nostri piatti, riprendere un mano ciò che mangiamo perché la si smetta di propinarci piccole dosi di veleno che non presentano in cambio alcun vantaggio”. L’intento è meritorio e non è affatto inedito. Da almeno tre decenni, una corposa pubblicistica tenta di spiegare al consumatore finale i rischi mortali che si possono annidare in ciò che mangiamo. Con esiti modesti, almeno per ciò che concerne l’impatto concreto nella vita di tutti i giorni.

L’incognita sta tutta in un acronimo di appena tre lettere, Dga, ovvero la dose giornaliera accettabile (o ammissibile) di sostanze nocive che possono essere assunte dal nostro organismo. Una dose che andrebbe tassativamente rispettata e che invece – come spiega Marie-Monique Robin in Il veleno nel piatto (Feltrinelli) – viene troppo infranta, aggirata o elusa in spregio alle norme di salvaguardia per la salute di tutti noi.

Il saggio di Robin non è il primo ad affrontare questi temi. È la stessa autrice a ricordarlo nella premessa, citando parte degli studi su cui si bassa il libro. Ma la particolarità della sua indagine sta nella sua forte ibridazione. Robin, infatti, mescola esperienza diretta (i suoi genitori erano agricoltori innovatori e furono tra i pionieri di un nuovo sistema organizzativo basato su una maggiore partecipazione e  coinvolgimento dei lavoratori), inchiesta giornalistica, memoria storica e studi scientifici. Il risultato si avvicina molto a un’indagine esaustiva sulle insidie che si annidano nei nella nostra quotidianità, restituendo quattrocentotrenta pagine di densissima indagine e di scioccante dirompenza.

Ma la storia di ciò che mangiamo restituisce anche ciò che noi siamo stati e siamo. Verrebbe da dire: natura, certo, ma soprattutto cultura. E a confermare questa convinzione è Felipe Fernàndez Armesto in un suggestivo saggio uscito per i tipi di Bruno Mondadori e semplicemente intitolato Storia del cibo , che ripercorre il percorso alimentare (e culturale), dal passaggio dal crudo al cotto, all’invenzione dell’agricoltura fino all’irruzione dell’industria globale.

Un sentiero esplorato con minore sistematicità ma con incursioni ancora più suggestive da Jack Goody in un altro bellissimo saggio, Cibo e amore (Raffaele Cortina editore), che sin dal titolo svela l’impianto suggestivo e soggettivo della propria ricerca ispirata al complesso rapporto tra l’uomo e ciò che mangia.

Libri:

Marie-Monique Robin, Il veleno nel piatto , Feltrinelli

Felipe Fernàndez Armesto, Storia del cibo , Bruno Mondadori

Jack Goody, Cibo e amore , Raffaele Cortina editore

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