‘Usain Bolt. Come un fulmine’, l’autobiografia di un campione

Il velocista giamaicano, recordman e sei volte iridato olimpico, si racconta in prima persona

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Usain Bolt mostra la sua autobiografia – Credits: Jason Merritt/Getty Images 

Andrea Bressa

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Le biografie dei grandi miti dello sport hanno sempre una buona risposta di vendite. Ricordiamo per esempio Open , il bestseller di Andre Agassi (Rizzoli), o Io, Ibra , del campione svedese del Paris Saint-Germain (Mondadori). Una delle ragioni è da ricercare certamente nel fatto che il lettore, esplorando tra le pagine la vita del fuoriclasse, tenta in qualche modo di carpirne il segreto del successo. Come fosse un manuale di self-help.

Tra le ultime pubblicazioni nel genere segnaliamo il volume di Tre60 Usain Bolt. Come un fulmine, ultima di una serie di biografie, stavolta in prima persona, dedicate al recordman di atletica giamaicano. Usain Bolt si racconta con una grande dose di ironia e leggerezza, spiegando il suo percorso verso lo sport e i grandi successi che lo hanno consacrato come l'uomo più veloce del mondo.

“Ho cominciato a vincere le prime gare e a infrangere i record quando avevo 15 anni, ma non è facile raggiungere il successo”: così scrive Bolt, aiutato dall’autore Matt Allen (già collaboratore di Wayne Rooney). Capitolo dopo capitolo il fenomeno olimpico spiega come ha fatto ad arrivare al successo, ricostruendo i passi fondamentali della propria vita, ripescando tra i ricordi. Dall’infanzia nella campagna giamaicana, quando amava giocare a cricket, figlio unico di due modesti e laboriosi genitori; alla scoperta del proprio dono con la corsa, grazie a un lungimirante insegnante delle elementari.

Il libro, corredato da foto inedite, arriva con agilità fino ai giorni nostri, passando anche dal drammatico incidente d’auto del 2009 che diede in qualche modo una svolta al destino del campione, rafforzandone la fede.

Non basta aver talento, sembra dire Bolt, ma serve anche saperlo riconoscere e lavorare sodo per esprimerlo nel migliore dei modi possibili. E considerando i sei ori olimpici, il record mondiale dei 100 e dei 200 metri, oltre che della staffetta 4x100, risultati che lo rendono l’atleta più veloce della storia, non si può fare altro che dargli retta.

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