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Libri

Una Milano sospesa fra Scerbanenco e Dan Brown

Il nuovo romanzo del giallista Paolo Roversi, "La confraternita delle ossa", tratteggia una città a tinte forti, dove gli echi della cronaca sono contaminati dal mistery storico.

Cupa e pullulante di varia umanità come quella descritta dai maestri di genere Giorgio Scerbanenco e Renato Oliveri, ma ironica e molto più ansiogena nel suo tentativo di celare grandi paure e piccole miserie. È la Milano disegnata da una generazione di scrittori noir intorno alla quarantina, ormai non più semplici promesse ma interpreti talentuosi e costanti di un segmento letterario sempre più propenso a forzare i lati del triangolo canonico cadavere-indagine-colpevole. Qualche nome? Andrea Ferrari, Gianni Biondillo, Riccardo Besola e, soprattutto, Paolo Roversi.

L’8 settembre lo scrittore mantovano inventore, tra l’altro, del festival NebbiaGialla torna in libreria con La confraternita delle ossa (Marsilio, 396 pagine, 18,50 euro), che dopo una parentesi lunga quasi sette anni riporta in pagina Enrico Radeschi, azzeccato personaggio seriale dell’autore: giornalista freelance, hacker, amico degli sbirri, batte la città in sella a un vespone giallo, ha un aproccio bukovskiano alla vita e una tendenza innata a complicarsela. Un po’ come il suo autore, che invece di seguire la comoda via dell’evoluzione del protagonista sceglie di catapultarlo in una sorta di prequel, misurandosi con la sua formazione investigativa e con un territorio urbano, quello dei primi anni Duemila, quasi completamente privo dei feticci tecnologici che oggi riempiono la produzione scritta e televisiva.

Non contento, Roversi mischia ulteriormente le carte con una trama che si discosta progressivamente dal giallo classico per abbracciare Dan Brown: si comincia dall’omicidio di un noto avvocato nella centralissima piazza dei Mercanti per arrivare alla misteriosa confraternita dei Disciplinati, che si è autoattribuita il compito di ristabilire l’ordine morale in un’Italia allo sbando. Nel mezzo indagini serrate, altre morti misteriose in alcune delle quali non è difficile riconoscere episodi reali (come lo schianto di un biplano contro il Pirellone che, a pochi mesi di distanza dagli attentati dell’11 settembre, gettò nel panico per qualche ora la città), cripte segrete e l’inevitabile femme fatale. Un thriller incalzante, dove nulla è come sembra fino allla fine, scritto con una prosa efficace e immediata.

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