Un noir per l'estate: 'Un buon detective non si sposa mai'

Un thriller barocco e intenso di Marta Sanz, in una nuova avventura dell’investigatore Arturo Zarco

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Un particolare della copertina del nuovo romanzo di Marta Sanz – Credits: Nutrimenti

Andrea Bressa

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C'era riuscita con Black, black, black l’autrice spagnola Marta Sanz a convincerci della sua abilità narrativa. Si conferma un'autrice da non sottovalutare nel suo nuovo romanzo Un buon detective non si sposa mai , recentemente uscito per Nutrimenti.

Squadra che vince non si cambia, e la scrittrice riprende in quest’ultimo lavoro sia il meccanismo del noir, sia il protagonista, l’eccentrico investigatore Arturo Zarco. Un personaggio intenso, pieno (forse troppo) di complessi interiori e di manie, estremamente riflessivo. Nella nuova storia lo troviamo in vacanza, invitato dalla vecchia amica Marina, in una sorta di fuga dalla ex-moglie Paula e dal giovane amante Olmo, conosciuto in Black, black, black.

Marina fa pare di una ricca famiglia, formata da tre generazioni di gemelle omozigoti, delle quali sempre una fertile e l’altra no. La gemella di Marina si chiama Ilse; la madre Janni scappò con il marito in Germania dopo la loro nascita lasciandole nelle mani della sorella Amparo. Quest’ultima è la vera matriarca della famiglia, capo indiscusso della grande villa in cui vivono tutti, e dove Arturo Zarco si ritrova a passare le vacanze. Anche le bambine di Ilse sono gemelle, Fanny ed Erica. Altre due figure completano il quadro familiare: l’enigmatica governante Charly e l’affascinante Cambria, il marito di Amparo.

Come nel precedente romanzo, in Un buon detective non si sposa mai dominano le donne, delle quali fa parte in un certo modo anche Zarco, con il suo lato femminile. Doppi e opposti in continua attrazione e repulsione raccontano la misteriosa dualità che pervade tutta la trama. Il lato noir non è espresso, si deduce, è più una sensazione: nella grande villa c’è qualcosa che non quadra.

Zarco, anche se in vacanza, osserva in modo meticoloso, appuntandosi mentalmente lunghe liste di elementi diversi, messi assieme per associazioni di idee apparentemente eccentriche, ma che da un lato ci parlano del suo stato d'animo, e dall’altro forniscono al lettore un ritratto piano piano sempre più preciso della trama. Che appare come un labirinto: spesso ci si imbatte in vicoli ciechi, la narrazione si ferma, torna indietro, riprende altre strade. Anche i dialoghi, accompagnati da pensieri, distrazioni, specifiche ambientali della voce di Zarco, a volte si interrompono, si dimenticano; altre volte sembra portino a qualche illuminante svolta, rivelandosi poi vicoli ciechi.

Non è un libro semplice, da prendere alla leggera. La ricchezza di elementi, di digressioni e passaggi narrativi lo rendono barocco e impegnativo, ma è comunque capace di incuriosire e appassionare. Per chi ama le tensioni sospese questo è il romanzo adatto. Un consiglio per seguire meglio i voli pindarici della mente di Zarco è leggere prima Black, black, black .

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