Tino Vermen - Nico Aglia, Come ti permetti di dire che non mi ami

L’intimità di un rapporto tra un uomo e una donna sul telefonino si inceppa fino allo stalking

Gigi Radice

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Se il medium è il messaggio, qualcosa non torna. In una società che ha fatto della velocità il suo mantra e lo smartphone il mezzo che riesce a smistare in tempo reale cariolate di informazioni che ci raggiungono ovunque e in qualsiasi momento, l’intimità di un rapporto tra un uomo e una donna sul telefonino si inceppa fino allo stalking.

E mentre immagini, testi, parole, video, e conversazioni si intrecciano e sovrappongono in un blog esistenziale a volte difficile da seguire, la comunicazione via sms cristallizza ciò che per sua natura è fugace e incontrollabile: la magia di un incontro.

Esattamente come avviene ai due protagonisti di questo libro: dall'approccio abbastanza casuale durante una festa nasce una relazione che seppur senza impegno accende in lei desideri non corrisposti. Dal coinvolgimento all’ossessione il passo è abbastanza breve, qualche centinaio di sms ai quali lui risponde poco convinto. Il ritmo e i toni della corrispondenza telefonica sono la trama e l’ordito di questa storia, a suo modo drammatica, che in altri tempi (quelli del telefono fisso e della segreteria telefonica) non sarebbe probabilmente mai nata.

La possibilità, apparentemente facile di raggiungere via sms, l’oggetto del desiderio diventa la fonte della frustrazione e della disperazione che rende difficile ogni tipo di comunicazione.

Come diceva nel suo francesorum Ponchia-Abbatantuono in Marrakech Express: «Sé paradoxal».

Tino Vermen - Nico Aglia
Come ti permetti di dire che non mi ami
Morellini Editore, pag. 139, euro 9,90

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