‘Suicide Tuesday’, un toccante romanzo sul male di vivere

Uno dei 26 candidati dello Strega 2013, è il convincente esordio del giovane calabrese Francesco Leto

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Un particolare della copertina di Suicide Tuesday di Francesco Leto – Credits: Giulio Perrone Editore

Andrea Bressa

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Era stato presentato allo scorso Premio Strega , ma senza entrare nella cinquina dei finalisti. Si tratta di Suicide Tuesday (Giulio Perrone Editore), l’esordio letterario di Francesco Leto, classe 1983 da Cirò Marina (Crotone): un interessante romanzo sui desideri, i rimpianti, la morte e la ricerca di un senso.

L’espressione suicide Tuesday si riferisce a quello stato d’animo che arriva dopo un weekend passato tra droghe e alcool: dall’euforia del sabato, passando per lo smaltimento della domenica e il down del lunedì, si arriva alla depressione del martedì, quel senso di prostrazione che sembra togliere ogni speranza.

E proprio nel lasso di tempo di questi quattro giorni si dispiega il romanzo di Leto, che racconta le vicende di tre personaggi apparentemente slegati tra loro, ma che hanno in comune lo stesso mal de vivre.

Sergio è un quarantenne malato di cancro. Il suo obiettivo è trovare il modo giusto per spiegare alla sua adorata bambina il perché un giorno non ci sarà più, convincendo anche se stesso che in qualche modo, da qualche parte, un senso debba per forza esserci. Giulia invece è una studentessa di filosofia, incalzata da una madre che vorrebbe facesse un lavoro concreto e tormentata da un amore che non ha il coraggio di dichiarare e che si trasformerà in rimpianto. Matteo infine è un fotografo che cattura immagini di persone comuni cercando nei loro volti il senso della vita. Scambia molte mail con un amico giardiniere (una sorta di altro “io”) e ne redige di lunghissime indirizzate al padre morto, provando a rimediare al rammarico di non aver mai saputo dialogare con lui.

Capitolo dopo capitolo le tre vicende si alternano, creando un gioco letterario a volte di difficile comprensione, ma piacevolmente straniante. Inevitabile poi il casuale incontro tra Sergio, Matteo e Giulia, in un intreccio di destini che sarà per ognuno di loro diversamente risolutivo.

Suicide Tuesday non è un romanzo leggero, ma in esso, anche grazie alla delicata capacità narrativa di Leto, vi si possono trovare buoni spunti per affrontare i “martedì della realtà”, quei momenti in cui sembra non esista più ragione per alzarsi dal letto, quando le mancanze o gli errori del passato sembrano ancora troppo presenti.

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