Strauss-Kahn nel libro dell’ex amante Marcela Iacub

In Belle et Bête, il racconto sorprendente, all'insegna del maiale, della love story tra la giornalista argentina e il politico francese caduto per gli scandali sessuali

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Dominique Strauss-Kahn e la copertina del libro di Marcela Iacub – Credits: Getty Images/KENZO TRIBOUILLARD/Stringer/AFP

Andrea Bressa

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Quando sembrano rimaste solo le ceneri, ecco che arriva la folata di vento a ravvivare le braci sepolte. Uscirà il prossimo 27 febbraio Belle et Bête (edito per Stock), un libro che sta già scatenando un putiferio tra i media internazionali. Scritto dalla giornalista, filosofa e giurista argentina Marcela Iacub, racconta i retroscena del rapporto tra l'autrice e Dominique Strauss-Kahn, l'ex presidente del Fondo Monetario Internazionale travolto nel 2011 da un famoso scandalo sessuale.

Quasi due anni fa “DSK” abbandonava forzatamente la sua carriera, affossato dalle accuse di stupro lanciate da una cameriera di un hotel di New York in cui aveva soggiornato. Ha così preso il via una catena disastrosa di conseguenze: galera, dimissioni, addio definitivo al suo futuro politico e al sogno di raggiungere l'Eliseo. E ancora, altre accuse simili, quasi subito cadute, fino all'enorme risarcimento (6 milioni di dollari) versato in sede civile a Nafissatou Diallo, la cameriera del fattaccio, per “sistemare” le cose.

Ma ecco che lo scorso 20 febbraio sulla copertina del Nouvel Observateur spuntano il bel viso di Marcela Iacub e il titolo “La mia storia con Dsk”. All'interno il giornale raccoglie una serie di estratti in anteprima proprio di Belle et Bête, in cui il politico caduto viene descritto come un libertino particolarmente spinto,metà uomo, metà maiale.

La giornalista, nell’intervista del settimanale francese, ha raccontato la sua storia di amante per scelta. Proprio l’intenzione di scrivere un libro è stata infatti la ragione che l’ha spinta a intrecciare una relazione durata sette mesi con Strauss-Kahn. Una sorta di originale esperimento utile a portare avanti la propria riflessione filosofica sui costumi sessuali.

Sarà, ma la parola “sciacallo” è tra le prime a venire in mente. E la Iacub sembra sia stata anche abbastanza impietosa. Sempre nell’intervista al Nouvel Observateur ha affermato: “Se fosse stato eletto presidente [Strauss-Khan, ndr] avrebbe trasformato l’Eliseo in un club di scambisti”. O ancora: “Il personaggio principale [del libro, ndr] è un essere doppio, metà uomo, metà maiale. La parte creativa, artistica di Dominique Strauss-Kahn, quanto c’è di più bello in lui, appartiene al porco e non all’uomo”.

E nel volume, in cui la Iacub si rivolge alla sua “cavia” in seconda persona, si trovano passaggi come: “Eri vecchio, grosso, basso e brutto. Eri maschilista e volgare, privo di ogni cultura. Ti comportavi come un porco cattivo, non eri più la vittima della società ma il mio boia”.

Marcela Iacub, in realtà, anche se ripete più volte il termine “maiale” o “porco” (e proprio un suino appare in copertina), non intende farlo in senso dispregiativo. Sempre da un estratto del libro: “Anche quando la mia passione per te era così fastosa che avrei dato il mio futuro per un'ora tra le tue braccia, non ho mai smesso di vederti per quel che eri: un porco. È la mia passione per questi animali così denigrati che ha destato il mio interesse per te. Eri il grande perseguitato, e io avevo voglia di difenderti per dire che i porci hanno il diritto di essere porci”.

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- Belle et Bête – Marcela Iacub (Stock)

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