Stephen King, storia di un genio pop

Un piccolo omaggio al grande narratore per il 65esimo compleanno: a partire da "The body" (Stand by me)

La ferrovia, una delle protagoniste di "The Body"

Luigi Gavazzi

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Stephen King (Portland, 21 settembre 1947), il genio pop, come lo abbiamo definito nel titolo, lo associo soprattutto a un racconto: "The Body".

La storia di iniziazione alla vita e alla morte di quattro ragazzini nella provincia americana nel 1960: Gordie Lachance, Chris Chambers, Teddy Duchamp e Vern Tessio. Un racconto lungo, bellissimo; sicuramente non fra le opere più famose di King, anche se il film che ne fu tratto nel 1986 da Rob Reiner (il racconto è del 1982 ed è contenuto nella raccolta Different Seasons; in italiano Stagioni diverse - Sperling & Kupfer) ne ha certamente aumentato la popolarità.

La bellezza del racconto (e del film) è distribuita in momenti "di svolta" lungo le pagine.
Per esempio quando i ragazzini - che hanno lasciato Castle Rock per trascorrere fuori la notte, alla ricerca del corpo di un ragazzo scomparso - attraversano il fiume camminando sul ponte della ferrovia: e capita che lo facciano proprio mentre sopraggiunge un convoglio sbuffante.

Ma forse, il momento più esaltante è quando Gordie racconta agli amici. Talento narrativo naturale (in questo c'è parecchio di autobiografico), Gordie è il narratore di "The Body" ed è anche l'unico dei quattro amici a superare senza dissipazioni e rovine il passaggio all'età adulta. Memorabile.

Stephen King ha compiuto ieri 65 anni. Lo celebriamo raccogliendo qui alcune delle cose che abbiamo scritto su di lui e due video presi da Youtube.

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