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'Stelle di panno': un libro per ragazzi per la giornata della memoria

L'amicizia di due bambine sullo sfondo delle Leggi Razziali in Italia, l'esordio di Ilaria Mattioni con un libro per ragazzi

Stelle di panno

Ilaria Cairoli

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“Anch’io sono arrivata col treno, sai?” riprese la nonna. “Quando l’ho preso avevo molta paura! Temevo che non mi lasciassero partire. In stazione i soldati di Hitler erano ovunque e i cani lupo ringhiavano. Non avevo la stella sulla giacca, ma temevo potessero fiutare il mio odore e capire che ero ebrea. Solo dopo ho pensato che l’odore di un ebreo è uguale a quello di qualsiasi altra persona”. Carla non poté fare a meno di annusarla: odorava di buono.

Stelle di panno di Ilaria Mattioni, edizioni Lapis, inizia con un gioco: due bambine, Liliana e Carla, ritagliano due triangoli da uno scampolo di panno giallo e li cuciono sovrapposti sui propri maglioni a formare una stella. La stessa stella che Liliana ha intravisto attaccata a un vestito nella valigia della nonna Esther, appena arrivata dalla Germania. Liliana, senza conoscere nulla della storia di quelle strane stelle, ne è rimasta affascinata e, pensando di fare una sorpresa alla nonna, coinvolge Carla in questa strana sfilata di moda. 

E cattiva si sentiva un po’ anche lei, che restava seduta al banco e non trovava il coraggio di alzarsi. Le voci delle bambine, una ad una, si erano unite a quella della maestra fino a diventare un coro. Solo Carla restava seduta in silenzio, con la cartella sulle spalle. Il posto accanto a lei era desolatamente vuoto.

Siamo alla fine degli anni Trenta a Milano. Carla e Liliana hanno 10 anni, sono grandi amiche, vicine di casa, compagne di scuola, giochi e avventure. Tre piani di scale separano le loro case, ma sperimenteranno una separazione ben più pesante in quegli anni così bui per l’Italia. Liliana è ebrea e nel 1938 il regime fascista promulga le leggi razziali: da un giorno con l’altro Liliana viene espulsa dalla scuola, il padre perde il lavoro e le persone iniziano a essere ostili nei confronti della sua famiglia. Carla è "ariana" e può continuare la vita come prima, ma essere amica di una bambina ebrea incomincia a darle qualche problema a scuola e con gli altri amici.

Stelle di panno è la storia di due bambine, di due famiglie, di una città che deve confrontarsi con un regime sempre più autoritario, con delle leggi sempre più restrittive e con una guerra alle porte. L’assurdità crudele delle leggi razziali è ancora più evidente se vista con gli occhi dei bambini, che si trovano a essere vittime inconsapevoli di una società schizofrenica, che se un anno prima conferiva una medaglia d’onore per un componimento di scuola a Liliana, ora la espelle con disonore dalla classe. 

Proprio in tempi così estremi e duri emerge la vera natura degli esseri umani: c’è chi cova odio e rancore e, in nome della legge, è capace di compiere le peggiori prepotenze nella vita di tutti i giorni, e chi nonostante tutto riesce a mantenere la propria umanità e, con piccoli gesti di disobbedienza quotidiana, fa da contrappeso all’ingiustizia diffusa. È anche questo che emerge dalla lettura di Stelle di panno, che all’ombra del Duomo di Milano, racconta la Storia con gli occhi di due bambine, legate e separate da un destino che non possono del tutto controllare. 

Ilaria Mattioni, l’autrice, ha al suo attivo saggi e pubblicazioni sulla storia dell’educazione, è docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano e Piacenza e  questo è il suo romanzo di esordio come autrice di libri per ragazzi. Ilaria Mattioni racconta: "questa storia ce l'avevo dentro da tempo, forse da quando ho letto da ragazza il Diario di Anne Frank e finalmente ha trovato la sua forma in questo libro." Il suo essere storica, prima ancora che scrittrice, le ha permesso di destreggiarsi abilmente in riferimenti ad avvenimenti, fatti luoghi, eventi, oggetti, giochi, usi e costumi del tempo ricreando perfettamente l'atmosfera di quegli anni. Il nome della protagonista, Liliana, è un sentito omaggio a Liliana Segre. 

Stelle di panno, Ilaria Mattioni, Lapis, 2017

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