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Serge Latouche, "Usa e getta": anatomia delle cose guaste

Perché gli oggetti hanno vita breve: produrre di più, consumare di più, creare più inquinamento

Serge Latouche, "Usa e getta", Bollati Boringhieri (ufficio stampa)

Anche le lavatrici hanno una data di scadenza. Esattamente come i latticini o i freschi nei frigoriferi dei supermercati, anche gli oggetti condividono con gli uomini la sorte della mortalità. Ma se fino a qualche tempo fa le opere artigianali erano concepite perché venissero tramandate (e quindi sopravvivessero a chi le aveva acquistate), i prodotti industriali contemporanei hanno vita breve, talvolta brevissima. E la scadenza è insita nel loro proprio Dna.

Come, perché e a quali scenari futuri ci porterà questa obsolescenza programmata delle merci lo spiega con molta cura Serge Latouche nel suo ultimo saggio, Usa e getta. Le follie dell’obsolescenza programmata (Bollati Boringhieri). Questa la definizione scientifica del fenomeno, obsolescenza programmata. Perché ogni oggetto è fatto per durare un tempo prestabilito, poi si rompe. E non è più possibile ripararlo, comunque non è conveniente farlo perché la spesa sarebbe pari se non superiore all’acquisto di un nuovo sostituto dello stesso oggetto. Le lavatrici, per esempio, durano tre anni, le stampanti possono funzionare fino a 18 mila copie, la memoria di un telefono… la lista sarebbe infinitamente lunga, ma uno dei casi esemplari riguarda la produzione di calze in nylon firmata DuPont de Nemours.

Il primo paia di collant, nel 1940 era talmente solido che poteva servire come cavo per rimorchiare un’automobile. Ottimo, ma assolutamente antieconomico. Così gli ingegneri sono stati incaricati di fragilizzare la fibra per programmarne la sua rottura. Da quel momento, progettare gli elementi di fallibilità dei prodotti è diventata la norma.

Il meccanismo è evidente: produrre di più, consumare di più, creare più inquinamento. Ovvero, quello che l’economista francese Serge Latouche fa rientrare nel circolo vizioso della «crescita per la crescita»: qualcosa di nocivo agli uomini come al pianeta. Ma soprattutto, stimolo a cercare strade alternative, più sostenibili ed ecologiche. Verso una vera crescita, diversa dall'accumulazione incondizionata di beni.

Il libro è nato grazie alla regista Cosima Dannoritzer, autroce del documentario Pret à jeter, storia per immagini sull’obsolescenza (ansiogena) programmata. Grazie a lei, alle sue ricerche e alla volontà di coinvolgere lo studioso francese nel proprio lavoro, Latouche si è immerso nella storia del fenomeno. Ne è nato un libro molto ricco di stimoli e informazioni. Da leggere insieme alla visione del docufilm firmato Dannoritzer (in francese).

Serge Latouche, Usa e getta. Le follie dell’obsolescenza programmata (Bollati Boringhieri)

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