Sei per la Sardegna: scrittori a raccolta per la causa degli alluvionati

Marcello Fois raduna un drappello di conterranei scrittori per un'antologia che è anche un'inedita, creativa operazione di raccolta fondi: Francesco Abate, Alessando De Roma, Salvatore Mannuzzu, Michela Murgia e Paola Soriga partecipano alla causa con "quello che sanno fare", di modo che il contributo dei lettori non sembri carità ma riconoscenza.

Sei per la Sardegna, particolare della copertina

Michele Lauro

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"Perché noi sardi siamo speciali quando ci mettiamo una cosa in testa". Così terminava nel 2008 l'avvincente Viaggio nello specifico barbaricino di Marcello Fois: In Sardegna non c'è il mare . Come una profezia, ora "quella cosa" si traduce in Sei per la Sardegna , antologia curata dallo scrittore nuorese i cui proventi saranno devoluti alla comunità di Bitti, uno dei paesi più colpiti dall'alluvione del novembre 2013. I lettori, a giudicare dalla classifica dei libri di questa settimana, rispondono all'appello.

Se invece che un libro Sei per la Sardegna fosse una compilation rock a scopo benefico, questi racconti si chiamerebbero outtakes: brani alternativi alla produzione ufficiale dell'artista, remix, collaborazioni a un progetto laterale. Personalmente ne sono un fan, e con la medesima passione divoro queste sei divagazioni letterarie sgorgate di getto o estratte dal comodino, che importa, come piccole gemme solitarie. Accomunate non solo dall'intenzione concreta di aiutare gente che ha perso tutto ma anche da una visione del mondo, un comune sentire, una categoria di pensiero che sopravvive alla calma piatta scavata dal ciclone della modernità.

A dispetto della sua natura di instant book, c'è infatti in questo libricino la memoria di un sapere antico. La forma scritta incorpora nei modi, nei ritmi, nell'espressività e nella varietà stilistica la matrice sorgiva della "sarditudine": la tradizione del racconto orale con il suo bacino di storie leggendarie. Storie minime che prima o poi s'intrecciano con la Storia madre. Come se l'ontogenesi della Sardegna ricapitolasse ogni volta la filogenesi della penisola da cui un tempo si staccò. Come se lo scrosciare d'acqua lavasse davanti a tutti senza vergogna l'Eredità di un'isola che nei secoli assiste, impotente, alla profanazione della sua bellezza. Una profanazione che "non prevede rispetto".

Dal cuore allagato della Sardegna, dalla sua roccia stuprata scaturisce insomma l'Infinito non finire, accorato canto in otto strofe che seduce e sfida, affabula e sdegna. Ho tradito, si lamenta Marcello Fois, tutte le volte che sono stato turista a casa mia e ho venduto la mia immagine alla memoria del luogo comune (il sardo-sardo "troglodita di lusso"). Quanto chiudere gli occhi e sopportare, quanto accontentarsi di orizzonti limitati. Eppure vedemmo, ha scritto altrove Fois, quando i paesi della costa "parvero improvvisamente disegnati da geometri ripetenti".

A partire dall'ispirato poemetto di Fois e dal sorriso nella malattia di Francesco Abate, pagine leggere e perfino ludiche presuppongono una scrittura vissuta come impegno etico e solidale nonché, più latamente, politico. Interessante è il diario da Calcutta di Alessandro De Roma, gli interrogativi che il viaggiatore contemporaneo subisce come un mantra oscuro nella città della dea Kali. E se (il turismo) fosse una malattia? Come si fa a credere al sogno delle famiglie miserabili che si accalcano nella città? Al sogno di un progresso che invece di azzerare la miseria la ingloba, la trasforma, la "assume" nei centri commerciali?

Passavamo sulla terra leggeri , ha raccontato nel romanzo postumo Sergio Atzeni, aedo del popolo sardo che non ha fatto in tempo a vedere l'ultimo scempio: cosa succede quando l'acqua - s'abba che tenet memoria - decide di tornare nel suo antico letto prosciugato dall'uomo. Memori di quell'utopica leggerezza i sei scrittori si fanno portavoce di un sapere che Marcello Fois ha riassunto in un verso di poetica, profonda, malinconica verità: Paradosso del narrare / è di sorprendere con l'ovvietà.

Abate, De Roma, Fois, Mannuzzu, Murgia, Soriga
Sei per la Sardegna
Einaudi
65 pp., 6 euro

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