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La scienza della fantascienza, Renato Giovannoli

In viaggio verso i confini dell'universo in compagnia di scrittori e scienziati

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Giulio Passerini

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Indagare il rapporto esistente tra scienza e fantascienza è come chiedersi se sia nato prima l’uovo o la gallina. È stata la letteratura a sviluppare quelle suggestioni che alla scienza non è dato portare avanti? O è stata la scienza a liberarsi dalle pastoie dell’accademia e dei laboratori sulle ali della speculazione letteraria? Nel saggio La scienza della fantascienza, ora disponibile per Bompiani in un’edizione riveduta e ampliata, il filosofo Renato Giovannoli affronta la questione e ci dà la sua risposta: ci sono universi in cui è nato prima l’uovo, altri in cui è nata prima la gallina, ma tutti sono paralleli ed esistono contemporaneamente. Lo scambio fra scienza e fantascienza, insomma, è vicendevole. Questo perché la fantascienza è una narrativa non tanto di personaggi quanto di idee, e questo la avvicina alla scienza più di ogni altro tipo di letteratura. 

La comunità fantascientifica
Gli autori di genere, proprio come gli scienziati, formano una comunità all’interno della quale circolano teorie, confutazioni, scoperte e rivoluzioni. Scrivono con la consapevolezza di essere coinvolti in un’impresa collettiva che trova nella speculazione il suo scopo. Elaborano, ipotizzano, formulano, fino a creare mondi logici e coerenti, modelli alternativi perfettamente plausibili in grado di parlarci del nostro destino. Ma a differenza degli scienziati non studiano la realtà, bensì le realtà possibili. È inevitabile quindi che questo sistema produca teorie autonome rispetto alla scienza. Eppure dalla scienza si parte e alla scienza si ritorna, sempre.

Da Cartesio a Jurassic Park
Alcune delle idee più fertili risalgono addirittura al diciassettesimo secolo, all’epoca in cui i confini tra scienza e filosofia erano appena stati segnati. Come la teoria dell’uomo macchina di Cartesio, per esempio. Più tardi sarà il materialismo di Le Mettrie a porre le basi per sviluppare una teoria dell’intelligenza artificiale che troverà la sua formulazione nelle opere di Ryle e di Minsky. Sempre a Minsky, scienziato duro e puro che fu tra i consulenti di Kubrik per 2001 Odissea nello spazio, va attribuito il merito di aver dato una personalità ad Hal 9000. Così come di aver suggerito a Michael Crichton lo spunto per Jurassic Park. Al contrario, con le tre leggi della robotica e lo sviluppo della “robopsicologia”, sarà Asimov ad anticipare alcuni dei più importanti sviluppi della psichiatria americana degli anni ’50. Ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza le riflessioni di Bertrand Russel e Gödel su logica e paradossi.  

La quarta dimensione
Fra tutte, una delle teorie più affascinanti è quella della quarta dimensione. Fu il filosofo Henry More uno dei primi a suggerirne l’esistenza nel diciassettesimo secolo formulando una teoria della “spissitudo sessentialis”, qualità che sarebbe stata propria di angeli e divinità. Anche Kant avrebbe provato ad avventurarsi col pensiero in una quarta dimensione, ma saranno le geometrie di Cauchy e Cayley a darne la prima formulazione plausibile, fino alla svolta ottocentesca della matematica di Riemann che involontariamente porrà le basi per l’iperspazio e i viaggi nel tempo. È allora che la fantascienza raccoglie la suggestione della quarta dimensione, rielaborandola a modo suo. Abbott e Hinton furono infatti i primi a immaginare mondi con meno di tre dimensioni: nei loro romanzi bidimensionali era l’ingresso di esseri a tre dimensioni a portare scompiglio, un passo cognitivo indispensabile per poter cominciare a immaginare una quarta dimensione. Cosa che fece di lì a poco Wells, il padre riconosciuto della letteratura fantascientifica.

Buchi neri e macchine del tempo
Non è necessario essere degli scienziati per trovare in questo libro motivi di godimento. Le curiosità sono innumerevoli, così come le disquisizioni dotte sui temi più disparati. Come il ciclo riproduttivo di Alien, o i principi in base ai quali è possibile prodursi in un salto carpiato nell’iperspazio, o come costruire un buco nero nel giardino dietro casa (ammesso che abbiate un giardino davvero molto, molto, molto grande). Sapevate poi che la macchina del tempo è stata davvero progettata? Secondo lo scienziato Frank Tipler basterebbe costruire (con una sostanza densa 10 alla quattordicesima grammi per centimetro cubo) un cilindro lungo cento chilometri, con un diametro di venti, rotante sul suo asse alla metà della velocità della luce. Peccato che se accesa distruggerebbe il pianeta. Sempre a proposito dei viaggi nel tempo, secondo Stephen Hawking, in base ad alcuni dati emersi dallo studio della meccanica quantistica, l’esistenza di un’agenzia di protezione della cronologia dell’universo sarebbe plausibile.

Tutti a bordo
Da Wittgenstein a Scientology, da Philip Dick a Star Trek, il saggio di Giovannoli è un viaggio alla scoperta dei molti universi a disposizione della mente umana, da quello in cui viviamo dove vigono la legge di gravità e la velocità della luce, a quelli più improbabili (ma non impossibili) dove il tempo e lo spazio parlano una lingua diversa dalla nostra. Un viaggio a volte vertiginoso, in cui l’autore abbraccia l’ignoto con il rigore e lo slancio di un capitano Kirk al comando dell’Enterprise.   

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