Libri

Scarti: un viaggio nel dimenticatoio

Giuseppe Marcenaro racconta la storia della letteratura attraverso appunti, lettere e cartoline

G. Marcenaro, Scarti, ilSaggiatore 2017

Matilde Quarti

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Scarti (ilSaggiatore, 2017), divertissement letterario di Giuseppe Marcenaro, è una guida atipica che conduce i suoi autori in un tortuoso labirinto composto da quella che potremmo chiamare “pattumiera illustre”. Scarti, appunto, che raccontano storie, che si uniscono a comporre biografie e aneddoti di scrittori, politici, musicisti, uomini d’azione, che con la loro personalità hanno lasciato un segno indelebile nella cultura e nella storia degli ultimi secoli.

Tra le pagine del colto gioco di Marcenaro ritroviamo bigliettini scritti in tutta fretta, cartoline, locandine, documenti consumati dal tempo, lettere d’amore e comunicazioni urgenti.
Insieme costruiscono un mosaico di epoche, raccontando i loro possessori di un tempo da una prospettiva inedita, lontana dal mito ed estremamente umana e terrena.

Vincenzo Monti a Sant’Elena

Per esempio ritroviamo echi dell’esilio di Napoleone a Sant’Elena in un messaggio lasciato tra le pagine di un libro: è il Bardo della Selva Nera, di Vincenzo Monti e stando a quanto scrive il suo proprietario aveva fatto compagnia all’imperatore in esilio, per andare, alla sua morte, a nutrire le fila dei “cimeli” che si sono sparsi per mezza Europa.

Stendhal, invece, era un grafomane incallito, abituato a riempire gli spazi bianchi delle pagine dei libri che leggeva sia di note relative al testo, sia di pensieri improvvisi che con quanto scritto non c’entravano un bel nulla. È il caso di quanto scrive direttamente sul taglio delle pagine delle Opere di Montesquieu, a volume chiuso: “Prima regola: essere se stessi”, una frase che è una vera e propria lezione di vita.

Da Algeri a Trieste

Vi è poi una lettera, partita da Algeri, che non raggiungerà mai il suo proprietario ma che è testimone dei lunghi viaggi che hanno occupato la sua travagliata vita. Si tratta di Arthur Rimbaud, giovanissimo genio che ha anzitempo abbondonato le lettere per partire verso l’Africa in cerca di fortuna. La lettera in questione, scritta da un antico amante, parte da Algeri, passa da Marsiglia, prosegue verso il Mar Rosso, arriva ad Aden e da qui riparte per Attigny dove si trova tra le mani della madre di Rimbaud: lo scrittore infatti ormai riposa nel cimitero di una cittadina vicina.

Un’altra cartolina, invece, parte da Galway, in Irlanda, ed è diretta a Trieste. La firma del mittente è Stephen Dedalus, in cui riconosciamo l’alter-ego di James Joyce, con cui l’autore civetta in un gioco letterario con il destinatario della missiva. Questi è Hector Schmitz, che conosciamo meglio con il suo nom de plume: Italo Svevo.

Ma queste sono solo alcune delle scartoffie riportate alla luce da Marcenaro, che non pago dei pettegolezzi letterari ci fa partire dalla presa della Bastiglia per condurci fin dentro le stanze di Benito Mussolini.

Giuseppe Marcenaro
Scarti
ilSaggiatore, 2017
302 pp., 19 euro


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