Salone del libro di Torino 2013, ecco il programma

Ernesto Ferrero dice che sarà "allegro, festoso, propositivo e interattivo". La cretività il motivo conduttore, il Cile il paese ospite

Una parte del visual della campagna del Salone di quest'anno – Credits: (Salone del libro di Torino)

Ernesto Ferrero non ha dubbi: il 26° Salone del Libro ''non sarà il Salone del pianto, delle ceneri, dei lamenti e delle deprecazioni''.

Il direttore della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, ha presentao la manifestazione in programma dal 16 al 20 maggio 2013 al Lingotto di Torino. ''Sarà un Salone allegro, festoso, propositivo e interattivo. Gli editori, d'altra parte -  ha detto Ferrero - a navigare in acque difficili sono abituati da sempre e sono attrezzati. La crisi dal Lingotto non si vedrà''.

Non a caso, viene da dire, lo slogan di quest'anno è piuttosto ambizioso: "Dove osano le idee".

''Lo spirito del Salone - ha spiegato ancora Ferrero - sarà quello di ritrovare il gusto della sfida intellettuale, tornare a creare progetti di ampio respiro basati sulla cultura, per rilanciare un Paese che da troppo tempo ha smesso di pensare il proprio futuro accontentandosi di vivere alla giornata. Dopo decenni passati ad arrabattarsi nel piccolo cabotaggio, questo Paese deve compiere il salto che connota l'eta' matura e decidere da solo cosa vuole fare da grande, senza correre a piagnucolare dal grande e benemerito nonno Giorgio (Napolitano, ndr)''. ''La cultura - ha osservato - è stata sin qui colpevolmente rimossa da tutti i governi che si sono succeduti, nessuno escluso. Ed è improbabile che i governi che verranno diano prova di una sensibilita' che sin qui e' mancata''. Per contrastare questa tendenza, Ferrero ha invitato i soggetti interessati a ''fare sistema per esercitare tutti insieme un pressing asfissiante, fino a quando chi avra' responsabilita' di governo non avrà preso atto che la cultura è una questione primaria''

Margherita Oggero, un romanzo ambientato nel Salone

La scrittrice torinese Margherita Oggero sarà la madrina di questa edizione 2013 del Salone del Libro. La Oggero ha scritto infatti l'unico romanzo esistente ambientato fra gli stand della buchmesse. Si intitola Perduti tra le pagine ed esce il 7 maggio nelle Libellule di Mondadori. La storia, ha spiegato Ferrero, racconta di tre bambini che sfuggono al controllo delle madri e dei padri per perdersi nel Salone. In realta', i ragazzini non si perdono affatto. Sono dei lettori forti e fra i libri sanno muoversi benissimo, al contrario dei loro disastratissimi genitori, dei quali Oggero fornisce un ritratto impietoso.
Il Salone aprirà il 16 maggio con una lectio magistralis del governatore della Bce Mario Draghi L'edizione di quest'anno, ha sottolineato il presidente della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura Rolando Picchioni, affronterà con particolare enfasi i temi oggi attuali e scottanti legati all'economia e alla politica. Si indagherà così il significato di concetti come bene comune, democrazia, lavoro. Ma si parlerà anche di Europa, e soprattutto di una possibile agenda per una ripresa italiana.

Il programma completo, fitto di incontri e iniziative, si può consultare sul sito del Salone . Alcuni dei temi del salone, presentati dall'organizzazione:

Gli ospiti internazionali

La letteratura internazionale trova sin dalla giornata inaugurale due protagonisti: il francese di origini corse Jérôme Ferrari, vincitore dell'ultimo Prix Goncourt, e l'ungherese Péter Esterházy, che al Lingotto riceverà il Premio Mondello Internazionale dalle mani di Melania Mazzucco, giudice unico.

Javier Cercas presenta il suo nuovo romanzo, in cui racconta senza compiacimenti o nostalgie la gioventù bruciata degli anni drammatici del dopo-Franco. Torna al Lingotto con il suo nuovo romanzo anche uno degli scrittori più amati dai lettori italiani, David Grossman. La scrittrice Nele Neuhaus, definita «la Camilleri tedesca», incontra Margherita Oggero.
La giovane francese Nathalie Bauer, autrice di un intenso romanzo sulla Grande Guerra, incontra Antonio Pennacchi. Viene dalla Catalogna una delle rivelazioni della narrativa ispanica, Bianca Busquets. Inglese è un altro giovane talento, Anthony Cartwright, molto apprezzato da Jonathan Coe e Zadie Smith. Dall'America arriva Julie Kibler, un'esordiente il cui romanzo Tra la notte e il cuore (Garzanti) è la storia di come la vita conceda una seconda occasione ed è stato oggetto di un'asta internazionale ancora prima della sua uscita. Il francese Denis Lachaud nel suo Imparo il tedesco affronta i dilemmi di una doppia identità, appunto francese e tedesca, che finisce per arrivare all'inconsistenza della memoria collettiva europea.

Scrittore svedese di larga fortuna internazionale è Mikael Niemi, autore di Musica rock a Vittula, con il nuovo romanzo su una piccola comunità sconvolta da una catastrofe nel nord del Paese. Al Lingotto anche Klaus Wagenbach, l'editore tedesco che tanto ha fatto per la cultura italiana, ora in libreria con una garbata autobiografia ricca di incontri memorabili (Sellerio). Da ricordare anche l'omaggio ad Aleksandr Solzenicyn, in occasione della pubblicazione di alcune sue opere inedite a cura di Jaca Book, con la partecipazione del figlio Stefan.

Il popolare scrittore cileno Luis Sepulveda è presente con due incontri: la sua nuova autobiografia informale Ingredienti per una vita di formidabili passioni (Guanda) e un omaggio alla grande poesia cilena (sabato in Sala Gialla) assieme alla moglie, la poetessa Carmen Yáñez, Bruno Arpaia e le letture di Giuseppe Battiston.
 
Torino incontra la Francia: Jérôme Ferrari e Cédric Villani, star d'Oltralpe
Il Salone 2013 contribuisce con alcune personalità di grande spicco alla rassegna Torino incontra la Francia, promossa dalla Città di Torino, che vuole offrire occasioni di reciproca conoscenza su arte, letteratura, cinema, musica, teatro, danza, gastronomia.

Nella giornata inaugurale di giovedì 16 maggio spicca la presenza del Premio Goncourt 2012, Jérome Ferrari. Ambientato proprio in Corsica, sua terra d'origine, il romanzo Il sermone sulla caduta di Roma racconta il tramonto dell'Occidente attraverso gli ambiziosi sogni utopistici di due amici. Nathalie Bauer, cui si devono importanti traduzioni in francese di autori italiani, è anche una brava narratrice: il suo Ragazzi di belle speranze narra la discesa di tre ragazzi negli orrori della Grande Guerra. La presenta Antonio Pennacchi.

Il giovane Denis Lachaud affronta i dilemmi di una doppia identità nazionale, francese e tedesca, per interrogarsi sulla consistenza della memoria collettiva europea. Scrivono in francese anche il marocchino Ahmed Al Achaari, già ministro della Cultura del suo Paese, e l'algerino Hamid Grine, autore di un pungente Camus nel narghilé.
Il brillante matematico Cédric Villani direttore dell'Istituto Poincaré, e insignito della Fields Medal, l'equivalente del Nobel, incontra Piergiorgio Odifreddi in un vero summit matematico. Infine domenica 19 lo scienziato Philippe Kourilsky incontra Antonio Galdo sul tema dell'altruismo, proponendo una nuova etica dei comportamenti che ci faccia uscire dalla claustrofobia dell'individualismo.

La creatività, motivo conduttore del Salone 2013

La scelta del tema della creatività come motivo conduttore del Salone Internazionale del Libro 2013 vuole sollecitare una riflessione su quella cultura del progetto che l'Italia ha sin qui trascurato, ma di cui ha più che mai bisogno di fronte a una crisi che nasce anche dall'incapacità di elaborare un'idea organica di società nel medio e lungo periodo.

Dove corrono e devono correre oggi le frontiere dell'innovazione? Come funziona e dovrebbe funzionare la «fabbrica delle idee»? Come favorire i procedimenti creativi nel contesto delle tumultuose mutazioni in corso, ricche di opportunità e potenzialità ma anche di pericoli? Come darsi una ben calibrata «grammatica della fantasia» 2.0?

I cinque giorni del Lingotto si propongono come una sorta di laboratorio in cui sottoporre a verifica situazioni, tendenze, occasioni, potenzialità, questioni irrisolte, offrendo soprattutto ai giovani indicazioni concrete sul «come fare», ma anche sul «dove» e «quando» fare: dalle pratiche liquide della democrazia in rete alle nuove opportunità produttive, dal futuro prossimo della ricerca al design e alle politiche ambientali. Partendo proprio dalle esperienze innovative ed esemplari nel campo delle scienze, della ricerca, dell'imprenditoria, delle arti e della letteratura, i cui protagonisti sono chiamati a raccontare dal vivo la loro esperienza, i segreti di bottega, le tecniche impiegate, il loro rapporto la tradizione. [...]

Il Cile, paese ospite

A quarant'anni dal colpo di stato di Pinochet e dalla morte di Pablo Neruda, la cultura del Cile , Paese ospite d'onore al Salone 2013, è più viva e seguita che mai. Per i lettori italiani ha un suono famigliare: evoca incontri e scoperte epocali, autori di culto che sono diventati parte della nostra sensibilità per la capacità di combinare l'originalità espressiva e la forza immaginifica della parole con una forte tensione civile. Quella cilena è sempre stata una letteratura costretta ad essere militante, a misurarsi frontalmente con la realtà, a difendere i propri spazi, a battersi contro emarginazioni e repressioni, ad affrontare la via dell'esilio. Costretti al nomadismo ma fortemente radicati nella loro storia, gli scrittori cileni si sono conquistati un'identità che li ha resi popolari in tutto il mondo, da Antonio Skármeta a Isabel Allende.Si partirà dall'omaggio ai maestri della poesia in una serata condotta da Luis Sepulveda con Bruno Arpaia, in cui verranno letti testi di autori che sono diventati dei classici contemporanei: Gabriela Mistral, Premio Nobel 1945, prima donna latinoamericana ad ottenere quel riconoscimento; Pablo Neruda, anch'egli premiato dal Nobel, voce dalla calda umanità di un intero continente, che in Italia aveva trovato una seconda patria; Gonzalo Rojas, Vicente Huidobro e Nicanor Parra, Premio Cervantes, leggenda vivente della poesia cilena il cui controcanto ironico privilegia un linguaggio quotidiano per rompere schemi e retoriche. È con loro che deve misurarsi una nuova generazione di poeti, che ha tra i suoi principali esponenti Oscar Hahn, molto apprezzato da Mario Vargas Llosa e Raul Zurita, che affronta i temi della paura e dell'assurdo, trasformando la parola in un gesto di sfida e riscatto. Poeta è anche Elikura Chihuailaf, esponente di spicco della minoranza mapuche, che trasporta nel linguaggio scritto le sonorità dell'epica orale.
In campo narrativo, il punto di riferimento è Roberto Bolaño, che già negli ultimi anni della sua breve vita irrequieta era diventato una leggenda vivente: uno sciamano dotato di una stupefacente capacità affabulatoria, amabile e ironica, capace di gestire un vertiginoso moltiplicarsi di eventi e personaggi. Bolaño sarà ricordato dalla moglie Carolina Lopez, da Javier Cercas, di cui era diventato amico negli anni del soggiorno spagnolo, e da Roberto Brodskij. Gli renderanno omaggio anche gli scrittori delle nuove generazioni, come Alejandro Zambra, Lina Meruane e Maria José Viera-Gallo.
Oltre a Luis Sepulveda, che presenta il suo nuovo libro Ingredienti per una vita di formidabili passioni, è atteso al Lingotto il decano degli scrittori cileni: Jorge Edwards, narratore e diplomatico (oggi ambasciatore a Parigi), Premio Cervantes 1999, capace di ibridare i generi più disparati e di interpretare il cosmopolitisno di una cultura fedele alla propria identità ma aperta alle esperienze più vive della letteratura internazionale.

Roberto Ampuero, anch'egli costretto all'esilio, ha vissuto a lungo in Europa ed è il padre dell'investigatore Brulé, protagonista di sei fortunati romanzi tradotti da Garzanti. Arturo Fontaine, filosofo di formazione, si misura con il tema del tradimento attraverso la storia di tre donne che, già militanti di sinistra, diventano tra le più spietate collaboratrici del regime di Pinochet.

Oscar Bustamante, che è anche architetto, sottopone la modernità a una rivisitazione che ne colpisce ironicamente i falsi miti. Santiago Elordi, oggi addetto culturale dell'ambasciata romana, mette al centro delle sue opere il rapporto tra arte e vita. Alejandro Zambra, incluso dalla rivista Granta tra i venti più significativi scrittori di lingua spagnola under 40, racconta la storia di un ragazzo che attraverso la scrittura ricupera la storia di un'intera generazione travolta dal regime di Pinochet: il suo romanzo Modi di tornare a casa è tradotto da Mondadori. Lina Meruane, di origini palestinesi, aveva colpito anche Roberto Bolaño per la sua forza espressiva, che si confronta con l'indicibilità del dolore. Maria-José Viera Gallo, che ha vissuto a lungo in Italia e negli Stati Uniti, racconta i difficili percorsi di formazione di giovani donne nel Cile dello sviluppo industriale.

Il fascino dei grandi spazi incontaminati della Patagonia ha sempre attratto gli scrittori, da Brune Chatwin a Daniele Del Giudice. Tra i pionieri di una esplorazione appassionata condotta tra scienza e poesia c'è anche un salesiano piemontese, che ha legato al Cile la propria vita: Alberto Maria De Agostini (1883-1960) si è prodigato per le tribù degli indios minacciate di estinzione, è stato alpinista, fotografo, documentarista e cartografo infaticabile. Il Cile gli ha intitolato un grande parco nazionale. Il suo film Terre magellaniche è stato restaurato dal Museo Nazionale della Montagna di Torino, e sarà proiettato la sera di giovedì 16 maggio nella Sala Gialla del Lingotto.

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