Salone libro: al via con ministro Franceschini 29/a edizione
Libri

Salone del Libro: Milano vs Torino

Come e perché si è arrivati alla contrapposizione fra le due città e a due kermesse concorrenti

Anche se i libri non hanno mai fatto dei morti, se non dal ridere o dalla noia, si deve ammettere che la guerra che si sta consumando da mesi sul fronte Milano-Torino riguardo al Salone del Libro, di sicuro qualche ferito l'ha fatto. Dopo giorni di schermaglie è arrivato il verdetto del Ministero dei Beni Culturali che tramite il suo ministro Dario Franceschini ha ribadito, durante l'inaugurazione del Salone del Gusto, la fine del progetto di un MiTo sull'editoria, ossia un evento unico gestito in comune dalle due città, sottolineando che la nuova manifestazione meneghina dedicata al libro "è un evento di natura prettamente commerciale" e che il Mibact "non vi parteciperà".

Proseguendo Franceschini ha fatto sapere che "Il Salone del Libro dovrà puntare soprattutto sulla promozione della lettura" e che con Torino continuerà a lavorare su questo aspetto. Il ministro ha inoltre ribadito l'intenzione del ministero di restare all'interno della Fondazione per il Libro, l'ente promotore della buchmesse torinese.

"Siamo entrati quattro mesi fa, non c'è ragione per uscirne". "La nuova manifestazione milanese è un evento prettamente commerciale". E per quanto riguarda il MiTo "purtroppo si è persa un'occasione, ma ora la situazione è chiara: si tratta di capire come evitare che i due eventi distinti possano farsi troppo male tra di loro".

Come dire, cercare di salvare capra e cavoli è fondamentale. Ma dove Torino gioisce alle parole del ministro, Milano replica piccata non facendo attendere una risposta da parte dell'Associazione degli Editori (Aie) che vede la kermesse milanese come "un evento di promozione del libro e della cultura", e " non prettamente commerciale", quindi. Perché, come ha voluto sottolineare Federico Motta, presidente dell'Aie: "C'è scritto in qualche legge che il Salone deve essere per forza a Torino?". I vantaggi meneghini in questo tipo di kermesse sarebbero infatti numerosi: "Siamo noi editori a organizzarla e non è vero che Torino ce l'avrebbe data in gestione".

Questa la schermaglia verbale avvenuta negli ultimi giorni. Ma la storia del Salone Milano-Torino parte da lontano. Inizia a febbraio con le dimissioni del presidente dell’AIE Federico Motta dal consiglio di amministrazione della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura (l’ente che controllava e amministrava il Salone) per problemi nella gestione della fiera, compresa la volontà degli editori di avere un ruolo più incisivo rispetto al comune di Torino e alla Regione.

A luglio poi l'idea. Dopo l'arresto di quattro persone in relazione alla gara per la gestione del Salone, prende sempre più corpo la proposta per lo spostamento dell’evento dal Piemonte alla Lombardia.

L’amministratore delegato di Fiera Milano, Corrado Peraboni, presenta un progetto per organizzare una nuova fiera libraria in città in collaborazione con l’AIE che però non piace a tutti. La spaccatura all’interno dell’associazione è netta e porta all’uscita di 11 editori dall’AIE.

Come ha spiegato, qualche giorno fa, il presidente Federico Motta al Post.it "il problema era il modo in cui la Fondazione era gestita, sia dal punto di vista finanziario (il bilancio dell’edizione del 2014 ad esempio aveva registrato una perdita di 489mila euro) sia amministrativo. L’AIE aveva proposto di prendere il posto della Fondazione nella gestione del Salone e a un certo punto si era offerta di acquistarlo (mantenendolo a Torino)".

Ma visto il niente di fatto, l'AIE sceglie Fiera Milano per dare vita alla sua Fabbrica del Libro che dovrebbe assomigliare più alla fiera di Francoforte che a quella storica piemontese, vale a dire una fiera di settore internazionale e non solo un luogo di eventi per il pubblico.

Ora non resta che attedere i prossimi appuntamenti. Il primo per il 26 settembre, giorno in cui il sindaco Chiara Appendino e il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino si troveranno all'assemblea dei soci della Fondazione per il Libro insieme al presidente Massimo Bray e i rappresentanti del ministero dei Beni Culturali, dell'Istruzione e Intesa Sanpaolo per decidere il programma, il nuovo Statuto ma soprattutto l'inizio e la fine della manifestazione, visto che il salone di Torino è previsto per 18-22 maggio. Altra data importante è quella del 5 ottobre, giorno in cui AIE presenterà il progetto della fiera di Milano. Con l'inaugurazione della Fabbrica il 19 aprile. 


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