'Il tasto G' di Rossella Calabrò

Donne, amori, uomini e ascensori in viaggio. Su e giù per i pianerottoli del cuore: da Sperling & Kupfer

Rossella Calabrò, Il tasto G (particolare della cover) - Credits: Sperling & Kupfer

Valeria Merlini

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Rossella Calabrò sembra tutto tranne che una matrigna . Tutto con rispetto parlando chiaramente. No perché quando l’ho incontrata per caso quest’inverno ad una presentazione, mica me la immaginavo così. Una bella donna dal sorriso contagioso e dalla chiacchiera facile, mica una che può anche lontanamente avere delle smagliature alla Gina (Cinquanta smagliature di Gina ), tanto per intenderci. Ma nemmeno una che esca con il primo Gigio che le fischia per strada, sia ben inteso (Cinquanta sbavature di Gigio ).

No, la Rossella Calabrò che ho conosciuto io è una donna tutta d’un pezzo. Ma anche una che origlia. Mette il becco e alla fine tira fuori libri così, con una simpatia che mentre lo leggi ti viene da dire “ma questa, da che pianeta arriva?”. E allora poi ti rendi conto che sotto a tutta quell’ironia giacciono le sacrosante verità.

Il suo ultimo romanzo, Il tasto G (Sperling & Kupfer ) che ha ovvi richiami al ben più noto punto femminile, altro non è che una panoramica (vasta, vastissima) su vizi e virtù dei comuni mortali, con fisime, manie, ossessioni, tic, e chi più ne ha più ne metta.

Sia chiaro sin da subito che io che cosa stia ad indicare Il tasto G non ve lo posso proprio dire. Nemmeno sotto tortura. Leggete il libro e ovvio, lo scoprirete. Detto questo, a introdurre un condominio da far rizzare i capelli un elegante ed educatissimo GianBattista Stigler, maturo e stimato ascensore, ricco di esperienza e di un antico, inimitabile charme, galantuomo, virtuoso e omertoso.

Il tasto G racconta dei pensieri più profondi e segreti delle donne. “Delle loro emozioni sempre eccessive, sempre in sovrappeso, dei loro amori un po’ squinternati, dei loro pensieri così intimi e sbilenchi”. Le donne che vanno e vengono su GianBattista (mi si perdoni la sfacciataggine) “si sentono tutte grasse, grassissime, obese, anche quando sono pelle e ossa. Ma la verità è che sono grasse dentro. Tutte le loro emozioni sono decisamente in sovrappeso. Sentono troppo, amano troppo, pensano troppo. E ingrassando dentro. Si appesantiscono il cuore, e non c’è dieta emotiva che funzioni”.

Poco importa che le sembianze del nostro GianBattista, l’ascensore origlista, siano quelle falliche. O forse importa?

Il tasto G
di Rossella Calabrò
Sperling & Kupfer, 2013
(216 pagine)

@violablanca
   

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