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Ti prendo per mano: Romina Power racconta la malattia materna

In un romanzo scritto in forma di diario si confronta con il dolore. La dedica: "Alla mia mamma bellissima"

"Ti prendo per mano" di Romina Power

Simona Santoni

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"Alla mia mamma bellissima".

Questa dedica accorata apre Ti prendo per mano, il nuovo libro di Romina Power edito da Mondadori Electa (collana Madeleines - Extra, pagg. 126). La cantante, che ha segnato gli anni Ottanta con hit memorabili in coppia ad Al Bano, ora non ricorre alle note per aprire il suo cuore, né alla recitazione o alla pittura, arti già esplorate. Si affida alla scrittura per raccontare l'archetipo degli archetipi, la malattia e la morte della madre. Sua mamma Linda Christian, sex symbol del cinema anni '40, è scomparsa nel luglio 2011, nella sua casa di Palm Springs, in California, a causa di un tumore di cui soffriva da tempo.

Anche se le emozioni sono quelle di Romina, protagonista di Ti prendo per mano è però Daria, una scultrice che sceglie di ricominciare, di cambiare vita e rimettersi in gioco, fino a quando qualcosa di inatteso la scuote dai suoi progetti: la malattia della madre. Appena approdata in un loft a Soho, New York, da lì Daria vola verso l'Arizona, per accompagnare la mamma nel difficile percorso che l'aspetta. 
"Ogni volta che l'abbraccio, sento che è come se le dessi da mangiare. Non ci nutriamo solamente di cibo. L'amore e il calore ci danno molto di più", scrive Daria il 5 aprile 2011. Il romanzo è infatti concepito come flussi di un diario privato. "Ho scelto la forma del diario perché avvicina di più il lettore, e perché è nata così in me", ha spiegato Romina Power nell'appuntamento di Expo City Events che l'ha vista protagonista alla stazione di Milano Centrale. "Questo libro parla di un'esperienza molto intensa, che capita a parecchie donne della mia età".

"Io, che amo il mare, mi sto trasferendo a New York. Mi immergerò nel trionfo di cemento, creatività, avidità e corruzione. Ecco una nuova artista che arriva per scolpire i suoi sogni nei muri di questa metropoli", scrive Daria il 15 aprile 2011. Ma presto tutto cambia. Rotta verso il deserto. "È una giornata limpidissima. In lontananza vedo le montagne di Santa Rita. Il cielo oggi illumina ogni cosa. Il deserto sembra che emani luce propria. I cactus saguaro appaiono lucidi in questa mattina d'autunno. Bacio mamma, come faccio ogni giorno", Tubac, 18 ottobre 2014.

"Nonostante la malattia, la madre di Daria rimane ironica, non vuole pesare sulla figlia anche se la vuole vicina", ha raccontato Romina. "Le persone reagiscono in maniera diversa alla malattia. Alcune con aggressività, altre con una sorta di sottomissione come fossero bambine, e la madre di Daria è così". Inevitabile che il pensiero vada anche a sua madre, Linda Christian. "Era una donna che ammiravoda piccola, sempre precisa, si sapeva porre ed era a suo agio con chiunque, parlava sette lingue. Io invece mi sentivo goffa". Romina ha però saputo affrontare il dolore: "Grazie alla scopoerta del buddismo, di fronte alla malattia di mia madre ho capito che questo corpo non siamo noi, è di passaggio. Bisogna lasciar perdere il lavoro e il guadagno e dedicarsi alle persone che contano veramente". 

"Mi manca la mia madre-bambina. Ora che non c’è più, provo un grande senso di vuoto. C'è un silenzio abissale, vengo inghiottita dal vuoto provocato dalla sua assenza. Come se la morte sfiorasse anche me", Tubac, 31 dicembre 2014.

Romina Power
Ti prendo per mano
Mondadori Electa
pagine 126
16,90 euro
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