Rodi - I giorni dell'attesa

«Io sto andando a combattere, e come me migliaia di italiani, in un’isola in mezzo all’Egeo. E vogliamo far capire cos’è la Patria».

Rodi - Mursia

Redazione

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La guerra e una splendida isola, la più grande dell’Egeo. Qui si svolge la vicenda raccontata da Guglielmo Longhi, giornalista della Gazzetta dello Sport con la passione per la storia. Un omaggio al padre, tenente del Genio, che a Rodi è rimasto per due anni, dal 1941 al 1943. Un periodo tormentato.
Il tenente Longhi è insoddisfatto, come tanti altri soldati italiani, perché in mezzo all’Egeo si aspetta l’attacco degli inglesi. L'attesa è snervante. Si sente come il tenente Drogo e infatti il "Deserto dei tartari" di Buzzati è la lettura, che immagina l’autore, lo accompagna durante quei mesi. Per questo lui chiede con insistenza di essere trasferito sul fronte dove si combatte sul serio. Il fitto carteggio con le alte gerarchie del Fascismo però non ha esito: deve restare a Rodi fino all’8 settembre quando ci sarà un sanguinoso epilogo con la resa ai tedeschi.

Il libro mescola finzione, realtà e ricordi. L’autore riprende le lettere scritte dal padre e le risposte da Roma per raccontare il senso di frustrazione di molti soldati del Regio esercito. Racconta anche la vita di tutti i giorni, i momenti di svago, l’orgoglio perché dal 1912, da quando era diventato un nostro possedimento, gli italiani (soldati e civili), avevano trasformato l’isola rendendola bella e accogliente dopo la lunga dominazione turca. Sullo sfondo il complicato rapporto con la popolazione locale, che non sempre apprezza il lavoro fatto da chi considera comunque un invasore.  



Rodi.  I giorni dell’attesa 1941-1943
Mursia editore, 15 euro.

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